CALANGIANUS
In fila alla Festa della paranza serviti 1200 vassoi di pesce
CALANGIANUS. Va in archivio la dodicesima edizione della Festa della Paranza, singolare sagra che offre “i prodotti del mare sardo nella cornice del paesaggio collinare”. Un bel successo, per quanto...
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CALANGIANUS. Va in archivio la dodicesima edizione della Festa della Paranza, singolare sagra che offre “i prodotti del mare sardo nella cornice del paesaggio collinare”. Un bel successo, per quanto riguarda il numero degli ospiti seduti nelle lunghe tavolate predisposte dall’associazione “Chissi di la paranza”. La presenza degli amici di Golfo Aranci ai padelloni ha garantito un vassoio di frittura di pesce, poi vini locali e dolci tipici galluresi. «Siamo soddisfatti per come tanti ospiti abbiano risposto al nostro invito - dice Giuseppe Pirina, presidente dell’associazione –: gli oltre 1200 vassoi distribuiti conferma la quota degli altri anni, nonostante le contemporanee iniziative nei centri galluresi». «Dobbiamo fare i complimenti agli organizzatori – ha detto un gruppo di fiorentini –: per quanto offerto, per la gentilezza incontrata e per la qualità. Il tutto ingentilito dai dolci offerti da giovani signore. Davvero un tocco di classe che nobilita la vostra ospitalità».
Tutto era iniziato con la sfilata della banda musicale “Columbano”, del gruppo folk lu Rizzatu e della Mascara gaddhuresa che hanno presentato balli e maschere tradizionali con appropriati riferimenti storici. Poi spazio ai gruppi “Urthos e Buttudos” di Fonni e “Sos Tamburinos” di Gavoi. Gran finale con gli “Sbandieratori e musici della Città dei candelieri” in sintonia con gli organizzatori, nel ballo, davanti alle tavolate ormai vuote. Tutto bene? Beh, le tavolate senza posti vuoti non vogliono dire che tutto sia filato liscio. C’è un po’ di amarezza fra i promotori che, dopo alcuni giorni e senza polemica con alcuno, ci tengono a dire: «Ci dispiace - segnala il presidente - aver rinunciato alla Notte bianca, all’esposizione dei prodotti locali e alle bancarelle. Mancava la solita cornice di folla. La colpa? Di tanti. Occorreva garantire la sicurezza. I nostri fondi sono limitati. Qualcuno fra noi, sfiduciato, chiedeva addirittura di non svolgere questa edizione. Le manifestazioni sono già poche, non bisogna farle morire. Noi vorremo continuare. Occorre buon senso». (p.z.)
Tutto era iniziato con la sfilata della banda musicale “Columbano”, del gruppo folk lu Rizzatu e della Mascara gaddhuresa che hanno presentato balli e maschere tradizionali con appropriati riferimenti storici. Poi spazio ai gruppi “Urthos e Buttudos” di Fonni e “Sos Tamburinos” di Gavoi. Gran finale con gli “Sbandieratori e musici della Città dei candelieri” in sintonia con gli organizzatori, nel ballo, davanti alle tavolate ormai vuote. Tutto bene? Beh, le tavolate senza posti vuoti non vogliono dire che tutto sia filato liscio. C’è un po’ di amarezza fra i promotori che, dopo alcuni giorni e senza polemica con alcuno, ci tengono a dire: «Ci dispiace - segnala il presidente - aver rinunciato alla Notte bianca, all’esposizione dei prodotti locali e alle bancarelle. Mancava la solita cornice di folla. La colpa? Di tanti. Occorreva garantire la sicurezza. I nostri fondi sono limitati. Qualcuno fra noi, sfiduciato, chiedeva addirittura di non svolgere questa edizione. Le manifestazioni sono già poche, non bisogna farle morire. Noi vorremo continuare. Occorre buon senso». (p.z.)
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