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Olbia

Alluvioni, Nizzi a Genova: «Un tunnel come questo è la soluzione»

Serena Lullia
Alluvioni, Nizzi a Genova: «Un tunnel come questo è la soluzione»

Il sindaco visita il grande canale scolmatore al quale è ispirato il progetto Technital. Patto di ferro con il governatore Toti

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GENOVA. Dentro la pancia di Genova, con la città sulla testa e una linea ferroviaria che sfreccia tre metri e mezzo sopra. Una galleria alta 5 metri e larga cinque e venti, lunga tre chilometri e 700. È il grande tunnel destinato a catturare le acque del Fereggiano e a spingerle in mare per evitare che una parte della città finisca sott’acqua, come nel 2011. Un’opera mastodontica finanziata con 45 milioni di euro che corre con passo svelto da tre anni. Un esempio che il sindaco Settimo Nizzi ha voluto studiare di persona. Al suo fianco il dirigente all’Urbanistica, Davide Molinari. Sullo stesso modello ligure si basa il piano del rischio idraulico messo a punto dalla giunta Nizzi. Alternativo al Piano Mancini. Un canale esterno alla città di 12 chilometri con una doppia vasca di laminazione a Putzolu.

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Il sopralluogo sulla galleria, destinata a essere operativa già dalla fine di settembre, va avanti per tutta la mattina. Il primo cittadino indossa stivali di gomma al ginocchio, gilet fluorescente e caschetto. Oltre un’ora e mezzo di visita per metabolizzare il modello Genova ed esportarlo in terra olbiese. «Questo sopralluogo ci ha dato interessanti spunti di riflessione e soprattutto ci dà la forza per andare avanti nel nostro progetto – dice il sindaco –. Abbiamo 125 milioni di euro di fondi pubblici che abbiamo il dovere di spendere bene. Il precedente piano avrebbe distrutto la morfologia di Olbia. Abbiamo visto che opere di questo tipo possono essere realizzate bene, con un ridotto impatto ambientale e rispettando i tempi». «Olbia ha una storia che ricorda drammaticamente quella di Genova. Ci sembrava corretto condivedere i nostri progetti», commenta il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

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La visita era stata richiesta da Nizzi al governatore Toti. Tra il primo cittadino e il numero uno della regione Liguria c’é una amicizia azzurra e un rapporto istituzionale di lunga data. Alle 11 il sindaco è già in versione operaio per il sopralluogo. L’ingresso della galleria dà già l’idea della grandezza dell’opera. I mezzi e le squadre entrano ed escono da tunnel come formiche laboriose. I primi 900 metri risalgono agli Novanta. Una intuizione lungimirante, ma stoppata da vicende giudiziarie. Il progetto è ripartito proprio da quel mozzicone di tunnel. È l’ingresso nelle viscere di Genova. Il primo vecchio tratto è ultimato, sugli altri due chilometri e otto l’impresa bresciana Pac lavora con una ventina di operai. Con una serie di microcariche è stata sventrata la montagna. Nella parte finale della galleria, a tre e metri e mezzo sulle teste, scivolano i treni. Realizzare lo scolmatore è stata un’operazione delicata, resa più complessa dall’essere nel cuore di Genova. A fine settembre lo scolmatore sarà operativo ed entrerà in funzione solo in caso di eventi alluvionali eccezionali. Il suo funzionamento è semplice. In superficie esiste un punto di presa. L’acqua del Fereggiano viene deviata in un pozzo di trenta metri che la spinge nel tunnel. Una parte continua a scorrere in superficie, il resto prosegue la corsa verso il mare. La galleria è stata pensata per non riempirsi completamente. Ma dal momento che i capricci del tempo sono imprevedibili gli ingegneri hanno valutato la possibilità di un suo totale riempimento. «L’opera è fattibile – conclude il sindaco –. Andiamo avanti con un unico obiettivo. Mettere in sicurezza la cittá».


 

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