La Nuova Sardegna

Olbia

Enap, 40 anni di storia nel degrado

La vecchia e frequentata scuola professionale è un edificio ormai abbandonato

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TEMPIO. Una volta, al suo interno, si tenevano insegnamenti che allora potevano dirsi all’avanguardia perché il mercato del lavoro dava loro un valore speciale. Corsi per elettricista, elettrotecnico, meccanico, saldatore, tornitore, sono stati tra le proposte più accattivanti che la vecchia scuola professionale Enap ha offerto ai suoi iscritti.

Tanti, se si pensa che per molti anni ha fatto registrare una media di più di 120 iscritti all’anno. Una scuola, se vogliamo, “sui generis” per il territorio, dotata anche di un convitto per tutti quegli studenti che, per frequentarne i corsi, dovevano necessariamente trasferirsi.

Soprattutto nei primi anni della sua quarantennale storia l’Enap ha accolto studenti provenienti da tutta la Sardegna. Anche dalla provincia di Cagliari, visto che l’Enap di Tempio iniziò la sua attività prima della struttura gemella di Carbonia. Ora di quella storia, che molti ricordano con rimpianto e amarezza, rimane ben poco. Rimangono, se vogliamo dirla tutta, i resti di un grande edificio che va trasformandosi negli anni in un rudere difficilmente rivalutabile.

Data la sua posizione strategica (la struttura si trova, infatti, all’ingresso di Tempio, direzione Sassari), è stata spesso ventilata l’ipotesi di adattare lo stabile a caserma per i Carabinieri o a struttura adatta ad ospitare enti o associazioni. Solo parole, però, nient’altro che ipotesi. Che cosa rimane oggi delle aule, dei laboratori e degli spazi adibiti a officina dell’Enap? Che ne è stato di una struttura che per anni ha dato a suo modo un contributo non da poco all’economia della città? Basterebbe una piccola ispezione all’interno dell’immobile e nelle sue pertinenze per constatare lo stato di abbandono della struttura. Da quando è stata chiusa, in seguito ai provvedimenti con i quali la giunta Soru mise mano alla razionalizzazione della formazione professionale nell’isola, la scuola è diventata oggetto di incursioni vandaliche. Sembra quasi che un ordigno sia esploso al suo interno. Il caos è tale che non si può parlare di semplice usura o abbandono. Non tutto dovrebbe essere però andato perduto. Le macchine utilizzate per le operazioni di saldatura e per tornire sarebbero state messe in salvo e trasferite a Carbonia, dove l’Enap aveva la sua sede principale. Ciò che è rimasto all’interno dello stabile è andato invece distrutto. Se si facesse la conta dei danni e si valutasse la distruzione di infissi, sanitari, arredi e pareti, i costi potrebbero raggiungere un totale esorbitante. (g.pu.)

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