La canaletta diventa più profonda il porto accoglie i giganti del mare
di Dario Budroni
Il livellamento dei fondali consentirà il transito delle navi con un pescaggio di oltre 8 metri e mezzo Presto i lavori interesseranno anche i moli dell’Isola Bianca. Deiana (Adsp): «Operazione necessaria»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. I fondali del golfo diventeranno più profondi. E in questo modo il porto olbiese potrà presto accogliere navi di ultima generazione. Lo comunica l’Autorità di sistema portuale del mar di Sardegna, che ha appena firmato il contratto con la società Zeta srl per la prima trance dei lavori di manutenzione dei fondali. Si procederà a step. La società di Chioggia, con una lunga esperienza nel campo dei lavori marittimi, analizzerà i fondali del porto e, una volta ottenuto il via libera della conferenza di servizi, comincerà a livellare i cumuli di sabbia nella zona centrale del canale di accesso al porto. L’obiettivo dell’operazione è riportare i fondali a una profondità capace di consentire il transito delle navi con un pescaggio superiore agli 8 metri e mezzo.
Gli interventi nel golfo. I lavori che partiranno a breve rientrano in un intervento manutentivo più ampio e a cadenza annuale. Dopo la prima operazione, saranno per esempio rimossi i cumuli sabbiosi anche negli specchi acquei nelle zone vicine ai moli del porto dell’Isola Bianca. Per quanto riguarda la seconda tipologia di intervento, le procedure di affidamento sono in dirittura di arrivo. Si interverrà subito dopo la fine della stagione estiva, quando diminuirà il traffico navale. I lavori interesseranno in particolare la darsena tra i moli 3 e 4 e il lato est del porto, cioè i moli 7, 8 e 9 solitamente dedicati alle navi da crociera. Anche in questo caso l’obiettivo è portare i fondali a una profondità tale da consentire l’ormeggio anche per le navi di maggiore stazza. Tutti e due gli interventi programmati dall’Autorità di sistema saranno seguiti da una operazione di dragaggio che assicurerà la navigabilità con una profondità dei fondali, in particolare nella fascia della canaletta di accesso, non inferiore agli 11 metri. Per quanto riguarda i moli dell’Isola Bianca e di Cocciani, la profondità non sarà minore di 10 metri. Un percorso per il quale l’Adsp ha già predisposto un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In questo modo verranno stabilite le modalità di escavo della canaletta e del golfo attraverso un percorso che prevede studi, analisi, lavori e monitoraggi costanti della qualità ambientale.
La soddisfazione. Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna, è soddisfatto. «La firma del contratto con la Zeta srl è un primo tassello del più ampio progetto di approfondimento dei fondali del porto di Olbia – commenta Deiana –. Un intervento necessario, non più prorogabile, per mantenere la portualità del nord est al passo con le dinamiche del mercato dei trasporti marittimi, soprattutto di quelle crocieristiche, la cui rapida evoluzione della flotta navale impone un costante adeguamento dei porti. Un percorso che intendiamo seguire affiancati dai tecnici dell’Ispra. Siamo certi che sapremo raggiungere l’obiettivo con il minimo impatto sull’ambiente e sulle attività produttive presenti nel golfo olbiese».
Gli interventi nel golfo. I lavori che partiranno a breve rientrano in un intervento manutentivo più ampio e a cadenza annuale. Dopo la prima operazione, saranno per esempio rimossi i cumuli sabbiosi anche negli specchi acquei nelle zone vicine ai moli del porto dell’Isola Bianca. Per quanto riguarda la seconda tipologia di intervento, le procedure di affidamento sono in dirittura di arrivo. Si interverrà subito dopo la fine della stagione estiva, quando diminuirà il traffico navale. I lavori interesseranno in particolare la darsena tra i moli 3 e 4 e il lato est del porto, cioè i moli 7, 8 e 9 solitamente dedicati alle navi da crociera. Anche in questo caso l’obiettivo è portare i fondali a una profondità tale da consentire l’ormeggio anche per le navi di maggiore stazza. Tutti e due gli interventi programmati dall’Autorità di sistema saranno seguiti da una operazione di dragaggio che assicurerà la navigabilità con una profondità dei fondali, in particolare nella fascia della canaletta di accesso, non inferiore agli 11 metri. Per quanto riguarda i moli dell’Isola Bianca e di Cocciani, la profondità non sarà minore di 10 metri. Un percorso per il quale l’Adsp ha già predisposto un protocollo d’intesa che sarà sottoscritto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In questo modo verranno stabilite le modalità di escavo della canaletta e del golfo attraverso un percorso che prevede studi, analisi, lavori e monitoraggi costanti della qualità ambientale.
La soddisfazione. Massimo Deiana, presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna, è soddisfatto. «La firma del contratto con la Zeta srl è un primo tassello del più ampio progetto di approfondimento dei fondali del porto di Olbia – commenta Deiana –. Un intervento necessario, non più prorogabile, per mantenere la portualità del nord est al passo con le dinamiche del mercato dei trasporti marittimi, soprattutto di quelle crocieristiche, la cui rapida evoluzione della flotta navale impone un costante adeguamento dei porti. Un percorso che intendiamo seguire affiancati dai tecnici dell’Ispra. Siamo certi che sapremo raggiungere l’obiettivo con il minimo impatto sull’ambiente e sulle attività produttive presenti nel golfo olbiese».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
