l’anniversario
Incendio di Curragghja 35 anni fa, oggi il ricordo della tragedia
TEMPIO. Il 35esimo anniversario dei morti di Curragghja come occasione di riflessione e di impegno civico. La celebrazione, oggi, del 35 anniversario della morte di nove uomini impegnati sulla...
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TEMPIO. Il 35esimo anniversario dei morti di Curragghja come occasione di riflessione e di impegno civico. La celebrazione, oggi, del 35 anniversario della morte di nove uomini impegnati sulla collina di Curragghja sovrastante la città, ha indotto Mario Carai, un pastore tempiese molto noto in città anche per la sua militanza nel Movimento pastori sardi, a scrivere e consegnare alla “Nuova” alcune considerazioni sulla circostanza nel corso della quale, oltre che ricordare e onorare i caduti, i politici sono soliti assumere impegni solenni per la salvaguardia della natura e a tutela dell’ambiente.
La celebrazione del “28 luglio 1983” quest’anno, prevede la deposizione alle 17,30 di una corona di fiori a Curragghja, e successivamente sulla tomba dei caduti al cimitero. Alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio nella cattedrale.
«Rispetto e merito a quegli uomini che hanno dato la vita per difendere la nostra città e per la salvaguardia dell’ambiente – osserva Mario Carai –. Sicuramente tutti quanti noi abbiamo molto da riflettere sulla mano vile che innesca l'incendio provocando, alcune volte, come 35 anni fa, conseguenze tragiche. Ciò che io, come pastore, chiedo da anni, ai nostri amministratori. Mario Carai nel suo intervento denuncia lo stato della viabilità in gran parte assente nell'agro tempiese e la mancanza di uno sviluppo armonico del territorio. «Richieste non più prorogabili con le solite scusanti, vitali per il mantenimento delle attività rurali esistenti e la nascita di nuove realtà ed il ripopolamento delle campagne». (a.m.)
La celebrazione del “28 luglio 1983” quest’anno, prevede la deposizione alle 17,30 di una corona di fiori a Curragghja, e successivamente sulla tomba dei caduti al cimitero. Alle 19, la celebrazione di una messa di suffragio nella cattedrale.
«Rispetto e merito a quegli uomini che hanno dato la vita per difendere la nostra città e per la salvaguardia dell’ambiente – osserva Mario Carai –. Sicuramente tutti quanti noi abbiamo molto da riflettere sulla mano vile che innesca l'incendio provocando, alcune volte, come 35 anni fa, conseguenze tragiche. Ciò che io, come pastore, chiedo da anni, ai nostri amministratori. Mario Carai nel suo intervento denuncia lo stato della viabilità in gran parte assente nell'agro tempiese e la mancanza di uno sviluppo armonico del territorio. «Richieste non più prorogabili con le solite scusanti, vitali per il mantenimento delle attività rurali esistenti e la nascita di nuove realtà ed il ripopolamento delle campagne». (a.m.)
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