Elisoccorso solo per 12 ore «C’è il rischio emergenze»
di Walkiria Baldinelli
Il consigliere comunale dei Riformatori denuncia i disagi per La Maddalena Il dibattito sul futuro del “Paolo Merlo” approda al confronto politico regionale
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LA MADDALENA. Il nuovo servizio di elisoccorso al centro del dibattito politico isolano e regionale. Per i Riformatori sardi dovrebbe essere integrativo alle strutture ospedaliere sane e funzionanti, non sostitutivo di reparti e servizi. Con un'interrogazione al presidente della giunta Francesco Pigliaru e all'assessore della sanità Luigi Arru, il consigliere regionale Michele Cossa chiede quali azioni intendano attuare per garantire all'ospedale Paolo Merlo un servizio di guardia con pronta disponibilità 24 ore su 24 per le figure di ginecologo, ostetrica, pediatra e anestesista. Quale futuro inoltre sia previsto per i servizi di emodialisi, l'unico medico in servizio è prossimo al pensionamento, e di oncologia, che risulta garantito dalla presenza del solo personale infermieristico.
Questi e altri problemi che attanagliano l'ospedale “Paolo Merlo” approdano al centro di un tavolo tecnico convocato a Cagliari, promosso dall'esponente maddalenino dei Riformatori Fabio Lai, anche in veste di consigliere comunale di opposizione.
Al centro della discussione il nuovo sistema di elisoccorso che, secondo Lai, può essere utile solo qualora venga considerato come integrativo e non sostituivo di reparti o servizi. «Con l’attivazione dell’elisoccorso 12h su 24 in vigore, non c'è più la presenza di un équipe che possa garantire la gestione delle emergenze in loco – afferma –, con la futura attivazione del servizio h24 anche questo assetto, già insufficiente, verrà modificato e comporterà l’assenza del pediatra nelle ore notturne. Il numero elevato di consulenze pediatriche, oltre 365 dal primo gennaio, indica che i ricorsi al pronto soccorso per i piccoli pazienti è frequente, mi chiedo in nome di quale sicurezza sia stata fatta questa scelta. È una riorganizzazione del servizio che solleva non poche perplessità – sottolinea ancora –, complicazioni come un distacco di placenta o il prolasso del funicolo richiedono infatti un intervento tempestivo che i tempi tecnici di presa in carico di una paziente da parte dell’équipe dell’elisoccorso non possono garantire».
Ancora, secondo Lai è «inconcepibile che il medico del pronto soccorso, privo di un consulto chirurgico in loco, debba gestire anche patologie pediatriche. Su tutti i dubbi sollevati i nostri referenti regionali hanno inoltrato un’interrogazione alla quale l’assessorato dovrà rispondere. Non rimarrà carta straccia ma sarà supportato da iniziative contro scelte che ledono i nostri diritti».
Questi e altri problemi che attanagliano l'ospedale “Paolo Merlo” approdano al centro di un tavolo tecnico convocato a Cagliari, promosso dall'esponente maddalenino dei Riformatori Fabio Lai, anche in veste di consigliere comunale di opposizione.
Al centro della discussione il nuovo sistema di elisoccorso che, secondo Lai, può essere utile solo qualora venga considerato come integrativo e non sostituivo di reparti o servizi. «Con l’attivazione dell’elisoccorso 12h su 24 in vigore, non c'è più la presenza di un équipe che possa garantire la gestione delle emergenze in loco – afferma –, con la futura attivazione del servizio h24 anche questo assetto, già insufficiente, verrà modificato e comporterà l’assenza del pediatra nelle ore notturne. Il numero elevato di consulenze pediatriche, oltre 365 dal primo gennaio, indica che i ricorsi al pronto soccorso per i piccoli pazienti è frequente, mi chiedo in nome di quale sicurezza sia stata fatta questa scelta. È una riorganizzazione del servizio che solleva non poche perplessità – sottolinea ancora –, complicazioni come un distacco di placenta o il prolasso del funicolo richiedono infatti un intervento tempestivo che i tempi tecnici di presa in carico di una paziente da parte dell’équipe dell’elisoccorso non possono garantire».
Ancora, secondo Lai è «inconcepibile che il medico del pronto soccorso, privo di un consulto chirurgico in loco, debba gestire anche patologie pediatriche. Su tutti i dubbi sollevati i nostri referenti regionali hanno inoltrato un’interrogazione alla quale l’assessorato dovrà rispondere. Non rimarrà carta straccia ma sarà supportato da iniziative contro scelte che ledono i nostri diritti».
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