La Nuova Sardegna

Olbia

A Porto Rotondo si guarda al futuro ma c’è qualche freno

di Giandomenico Mele

Manca il quorum nell’assemblea per aggiornare lo statuto Rinvio a novembre. Fiducia ribadita al presidente Salvemini

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PORTO ROTONDO. La via del futuro trova il momentaneo stop del mancato raggiungimento del quorum. Ma si tratta di un passaggio a livello, perché già la prossima assemblea straordinaria convocata a novembre potrebbe scrivere la nuova storia del Consorzio di Porto Rotondo. L’assemblea di sabato, convocata in via straordinaria per apportare modifiche allo statuto, non ha raggiunto il quorum, previsto in 15 milioni di quote dei consorziati: in assemblea erano rappresentate circa 12 milioni di quote.

La fiducia. Un insuccesso? Solo apparentemente. Perché il presidente del Consorzio, il giurista Leonardo Salvemini, ha estratto dal mazzo la carta della richiesta di fiducia da parte dell’assemblea, procedura insieme inconsueta e rischiosa. La risposta dell’assise dei consorziati si è risolta in un entusiastico consenso, che ha confermato il gradimento nei confronti del presidente e del cda. Un viatico positivo in vista della prossima assemblea, che solo per un regolamento ormai datato non prevede una immediata seconda convocazione con quorum inferiore. «L’assemblea straordinaria non è uno strumento giuridico ideale e poi va detto che la data, in piena estate, forse non ha rappresentato una scelta felice – spiega il professor Salvemini –. Va comunque detto che i 12 milioni rappresentativi delle quote presenti in assemblea costituiscono una base importante e c’è stato il gradimento unanime dimostrato verso il nostro lavoro. Credo di avere rischiato chiedendo, in queste condizioni, una conferma della fiducia, ma il coraggio è stato premiato».

La coesione. Leonardo Salvemini, docente universitario di Diritto dell’Ambiente, ex assessore nella giunta regionale della Lombardia, abile e sapiente tessitore, ha ricucito col filo della credibilità le anime sparse degli scontenti, ha coagulato oppositori isolati e fragili. E alla fine ha messo su una compagine coesa e coerente intorno all’obiettivo: costruire una nuova veste giuridica per il Consorzio. Iniziando dalle necessarie modifiche dello statuto, testo giuridico concepito negli anni ’60, con la velocità dei cambiamenti di oggi, dunque, distante ere geologiche dalle mutate esigenze di Porto Rotondo.

Il volto nuovo. «Da Consorzio di urbanizzazione dobbiamo trasformarci in Consorzio di gestione di servizi, visto che curiamo interessi collettivi, legati anche alla sicurezza e il controllo ambientale – spiega Salvemini –. Le nostre sono finalità ormai di tipo pubblicistico, svolte ovviamente insieme al Comune di Olbia. Non siamo più solo un Consorzio di privati, vogliamo crescere in dignità anche giuridica». È naturalmente un percorso difficile, perché è evidente che il Consorzio deve anche misurarsi con i problemi reali della comunità residente. I rifiuti, i parcheggi, la viabilità, il servizio idrico. Soprattutto deve fare i conti con il mutato dna dei consorziati. L’avanzata delle multiproprietà ha reso più elastico e sfuggente il profilo del consorziato portorotondino. «Credo sia giusto che venga riconosciuta alle multiproprietà la giusta dignità e vogliamo insieme acquisire un ruolo forte, da svolgere come interlocutori del Comune, per le questioni, per esempio, relative all’arredo urbano – conferma il presidente del Consorzio –. Senza dimenticare il valore degli obiettivi turistici e culturali. Noi siamo soci della Fondazione, che ha il compito di gestire il patrimonio artistico di Porto Rotondo. Questa è uno strumento giuridico fragile. La riforma dello statuto deve servire a questo scopo, rilanciare il Consorzio in una visione di sviluppo di idee utili per Porto Rotondo e l’intera Sardegna». Ora l’attesa è per la prossima assemblea, c’è una parentesi di tre mesi per aiutare i consorziati nelle valutazioni, e sono proprio i tre mesi della dura prova estiva per il borgo e la sua gestione.

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