Voto di scambio e concussione: undici indagati
di Tiziana Simula
◗
La Guardia di Finanza davanti al Comune di Palau (foto archivio)Palau, concluse le indagini per l’inchiesta che un anno fa portò ai domiciliari l’ex sindaco Pala e la vice
3 MINUTI DI LETTURA
PALAU. Undici indagati, tra i quali l’ex sindaco Francesco Pala e l’ex vice Maria Piera Pes, e una sfilza di reati contestati a vario titolo, a cominciare dall’induzione indebita a dare o promettere utilità, più semplicemente voto di scambio, per proseguire con la concussione, l’abuso d’ufficio, e in due casi, il falso ideologico e la truffa aggravata. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato ieri dagli uomini della Guardia di finanza, coordinati dal sostituto procuratore Cristina Carunchio, agli ex amministratori Francesco Pala e Maria Piera Pes – finiti un anno fa anche ai domiciliari per voto di scambio –, al segretario comunale Graziella Petta e al suo vice Mauro Piga, entrambi tuttora in servizio, agli ex assessori ai servizi sociali Paola Pala e ai lavori pubblici Fausto Serra. Con loro sono finiti nei guai con l’ipotesi di reato di scambio di voto, anche il dipendente comunale Mauro Angelo Barbato, la dirigente dell’Istituto comprensivo Maria Filomena Cinus e Marcella Nicoli, della società itinere che gestisce i siti monumentali. E ancora, Massimiliano Pirrigheddu e Marco Piras della Euro Ice Sardegna srl, con i quali, secondo la Procura, l’ex sindaco, la sua vice e il vice segretario comunale si erano accordati segretamente per l’acquisto di una pista da ghiaccio, senza indire la gara.
L’inchiesta degli uomini delle Fiamme gialle, al comando del maggiore Marco Salvagno, era partita nel 2015 in seguito alla denuncia di una dipendente comunale, Lucia Pittalis, che segnalava gravi irregolarità nell’affidamento degli appalti nel settore sociale. L’attività investigativa condotta attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e l’acquisizione di documenti ha fatto emergere varie ipotesi accusatorie a carico degli indagati. Tra gli altri reati, la Procura contesta agli ex amministratori e funzionari irregolarità negli appalti con affidamenti diretti per procurare vantaggi a cooperative amiche. Protagonista, la Pittalis, costretta, stando alle indagini, a istruire pratiche in violazione della legge. Nei suoi confronti, dopo la denuncia, sarebbero stati messi in atto provvedimenti ritorsivi: il trasferimento in un ufficio nel porto turistico di Palau, procedimenti disciplinari e visite mediche a sorpresa. Per l’ex sindaco e la sua vice i guai sono cominciati nel 2017: avrebbero garantito al dipendente comunale Mauro Angelo Barbato che lavorava all’ufficio turistico, ulteriori incarichi in cambio della pubblicazione sui social di messaggi di propaganda per promuovere la Pes a livello politico ed elettorale. L’accusa per i tre, in concorso tra loro, è di induzione indebita a dare o promettere utilità. Stessa contestazione viene addebitata, in concorso, all’ex sindaco e al direttore del porto turistico del comune di Palau, Ignazio Sanna che avrebbe riservato un posto barca gratuito dall’estate 2016 al giugno 2017 all’allora primo cittadino. Maria Piera Pes e l’ex assessore Paola Pala, stando all’inchiesta, avrebbero invece indotto la dirigente scolastica Maria Filomena Cinus a inserire a scuola in anticipo tre bambini, figli di conoscenti, prospettando la fine dell’erogazione dei contributi qualora la preside non avesse assecondato la richiesta.
Agli ex amministratori Francesco Pala e Maria Piera Pes e al segretario comunale Graziella Petta e al suo vice Mauro Piga viene contestata anche la concussione e l’abuso d’ufficio.
Petta è indagata anche per falso ideologico in relazione alla Relazione annuale del responsabile della prevenzione della corruzione per l’anno 2016- 2017, Piga e l’ex assessore Serra devono rispondere di truffa aggravata in merito a contributi comunali per la Asd pallavolo Capo D’Orso.
L’inchiesta degli uomini delle Fiamme gialle, al comando del maggiore Marco Salvagno, era partita nel 2015 in seguito alla denuncia di una dipendente comunale, Lucia Pittalis, che segnalava gravi irregolarità nell’affidamento degli appalti nel settore sociale. L’attività investigativa condotta attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e l’acquisizione di documenti ha fatto emergere varie ipotesi accusatorie a carico degli indagati. Tra gli altri reati, la Procura contesta agli ex amministratori e funzionari irregolarità negli appalti con affidamenti diretti per procurare vantaggi a cooperative amiche. Protagonista, la Pittalis, costretta, stando alle indagini, a istruire pratiche in violazione della legge. Nei suoi confronti, dopo la denuncia, sarebbero stati messi in atto provvedimenti ritorsivi: il trasferimento in un ufficio nel porto turistico di Palau, procedimenti disciplinari e visite mediche a sorpresa. Per l’ex sindaco e la sua vice i guai sono cominciati nel 2017: avrebbero garantito al dipendente comunale Mauro Angelo Barbato che lavorava all’ufficio turistico, ulteriori incarichi in cambio della pubblicazione sui social di messaggi di propaganda per promuovere la Pes a livello politico ed elettorale. L’accusa per i tre, in concorso tra loro, è di induzione indebita a dare o promettere utilità. Stessa contestazione viene addebitata, in concorso, all’ex sindaco e al direttore del porto turistico del comune di Palau, Ignazio Sanna che avrebbe riservato un posto barca gratuito dall’estate 2016 al giugno 2017 all’allora primo cittadino. Maria Piera Pes e l’ex assessore Paola Pala, stando all’inchiesta, avrebbero invece indotto la dirigente scolastica Maria Filomena Cinus a inserire a scuola in anticipo tre bambini, figli di conoscenti, prospettando la fine dell’erogazione dei contributi qualora la preside non avesse assecondato la richiesta.
Agli ex amministratori Francesco Pala e Maria Piera Pes e al segretario comunale Graziella Petta e al suo vice Mauro Piga viene contestata anche la concussione e l’abuso d’ufficio.
Petta è indagata anche per falso ideologico in relazione alla Relazione annuale del responsabile della prevenzione della corruzione per l’anno 2016- 2017, Piga e l’ex assessore Serra devono rispondere di truffa aggravata in merito a contributi comunali per la Asd pallavolo Capo D’Orso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
