La Nuova Sardegna

Olbia

Spiritu Santu, a fuoco la discarica

di Serena Lullia

Per spegnere il rogo sono intervenuti i Canadair. Obbligo di chiudere porte e finestre in città e a Loiri

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OLBIA. La colonna di fumo, nera e densa, comincia a sporcare l’azzurro del cielo dalle 17. Basta una manciata di minuti per capire il luogo esatto dell’incendio. Spiritu Santu. È la discarica gestita dal Cipnes che sta andando in fumo. Sul posto arrivano le prime squadre dei vigili del fuoco dalla caserma di zona Basa. Nel corso delle ore arriva anche il supporto delle squadre di Tempio e Sassari. Il rogo è all’interno dell’area di stoccaggio dell’impianto gestito del Consorzio industriale, alle spalle della città ma a due passi dalla frazione di Murta Maria. In quello spazio si concentrano i rifiuti dei comuni del territorio. L’area interessata dal rogo è quella di stoccaggio. Lì si concentrano le ecoballe formate da tutto ciò che non può essere differenziato. Le fiamme ingoiano velocemente ogni cosa. Si estendono per alcune centinaia di metri, si allungano verso il cielo per 4-5 metri, deglutiscono un intero capannone. Il fronte del fuoco cresce, la colonna di fumo si vede a distanza di chilometri. La Regione attiva tutte le strutture a supporto delle operazioni dei vigili del fuoco. Entrano in azione due elicotteri, il Super Puma e tre canadair. Il Corpo forestale, responsabile dello spegnimento degli incendi boschivi coordina le operazioni. I giganti del cielo con la pancia piena di acqua scaricano acqua e liquido ritardante fino alle 20,40. Potranno sollevarsi di nuovo in volo solo questa mattina alle 7. Il sindaco Settimo Nizzi riunisce il Coc, il Centro operativo comunale in forma permanente. Le pattuglie della polizia locale, insieme a quella della Protezione civile vengono inviate nei quartieri a sud. Il vento spinge l’aria avvelenata verso zona Bandinu, Berchiddeddu, Olbiamare e Poltu Qaudu. La raccomandazione per tutti i cittadini è non uscire di casa e chiudere porte e finestre. L’allarme si estende anche al comune di Loiri. Il sindaco Francesco Lai dà le stesse raccomandazioni ai cittadini di Loiri e delle frazioni di La Castagna, Trudda, Montelittu, Azzanì. «Il problema principale quando vanno a fuoco le ecoballe è legato alla produzione di diossina che viene liberata nell’aria – spiega Nizzi –. Le centraline che rilevano la qualità dell’aria a Olbia al momento non hanno segnalato nulla di anormale, ma nella zona sud questa strumentazione non c’è. Per questo motivo l’Arpas, a scopo precauzionale, eseguirà dei prelievi già da oggi». Le ecoballe continueranno a bruciare per giorni. E da oggi il problema è il vento, che secondo le previsioni dovrebbe cambiare direzione. In pre-allerta anche l’ospedale Giovanni Paolo II per possibili disturbi respiratori.

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