La Nuova Sardegna

Olbia

Aisoni ripete in aula le accuse al sindaco

di Angelo Mavuli
Aisoni ripete in aula le accuse al sindaco

Primo consiglio comunale dopo il rimpasto nella giunta Ancora fibrillazioni tra la maggioranza e la minoranza 

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TEMPIO. Dedicato prevalentemente alle interrogazioni e alle interpellanze delle minoranze, alle risposte e alle delucidazioni della maggioranza, il consiglio comunale agostano si è arroventato non solo per la calura estiva (che alcuni ventilatori non sono riusciti a lenire in nessuna maniera) ma anche per le recenti vicende politiche interne.

Comunicazioni istituzionali. Ad aprire i lavori sono state alcune comunicazioni istituzionali del sindaco sulla recente crisi. Sono seguite altre informazioni sulla viabilità extraurbana, per la quale sembrano esserci sempre gli stessi soldi ma non la data della loro spendita, sulla non potabilità dell’acqua che continua a essere tale e infine sulla sanità in alta Gallura, le cui problematiche sono tutte drammaticamente aperte e irrisolte anche per l’impossibilità, come ha detto Biancareddu, di comunicare con Moirano.

Seduta vivace. La seduta che ha visto l’approvazione, con i voti della sola maggioranza, di alcune delibere di carattere finanziario è stata invece molto vivace per una serie di interventi. Primo fra tutti quello della dismessa Anna Pola Aisoni che per la prima volta, dopo la sua cacciata, ha avuto la possibilità di spiegare al Consiglio le proprie ragioni con una relazione lunghissima che non ha lesinato le accuse ad Andrea Biancareddu e alla sua ormai ex maggioranza. «Ringrazio il sindaco, la Giunta e i consiglieri di maggioranza per avermi insegnato che davanti a certi interessi svanisce tutto. La stima, il rispetto, l’impegno dimostrato e le capacità. Vi ringrazio per avermi fatto capire che in politica non ci si deve fidare di nessuno e che per una “poltrona” si è disposti a sacrificare chiunque». Parole pesantissime, che la dicono lunga su quanto i prossimi mesi possano diventare pesanti.

Incrocio di spade . Scontro al calor bianco, fra la dismessa Alessandra Amic, ex assessore ai Servizi sociali, che fa gruppo a sé, e l’assessore Francesco Quargnenti, che dopo la fine dei lavori ha preannunciato querela nei confronti della Amic. La stessa nelle sue interrogazioni ha parlato ancora una volta del saccheggiato Hotel Limbara, di presunte manchevolezze burocratiche relativamente ad una eredità giunta al Comune dal defunto giudice Cabella, di decoro urbano del tutto insufficiente, e infine, riferendosi all’assessore Quargnenti, del “Consorzio Milizzana”, del suo scioglimento o meno e di una presunta incompatibilità dell’assessore nella vicenda.

Fuoco. Scintille anche tra Antonio Balata e Tato Usai per un’ interrogazione nella quale Balata rimproverava l’amministrazione di «cattivo esempio per le condizioni di degrado della periferia, delle strade rurali di competenza, dove le erbacce sono padrone e costituiscono un gravissimo pericolo per lo sviluppo di incendi».

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