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Olbia

«I migranti non chiedono elemosine»

«I migranti non chiedono elemosine»

Sociologo sardo al concerto di Ricky Martin contesta la raccolta fondi Unicef

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OLBIA. Si è presentato a pochi metri dall’ingresso, animato da intenti pacifici e con una mezza risma di volantini tra le mani. Non era interessato al concerto di Ricky Martin, organizzato in forma del tutto privata nel parco-giardino della villa di un magnate russo, dove è stato allestito un megapalco. L’interesse era nell’organizzazione dell’iniziativa che coinvolgeva l’Unicef per una raccolta di fondi con scopi solidaristici. Tonino Fancello, sociologo di origini sarde, una vita professionale da funzionario della pubblica amministrazione a Nuoro, da qualche anno vive a Roma dove svolge i suoi studi da sociologo e si occupa dell’associazione e fondazione Templum telluris, la cui conoscenza è stata diffusa pubblicamente con l’acronimo Temptel (sito: temptel.org).

La fondazione, quindi Fancello, contesta l’Unicef, perché, sostiene, «non è con queste elemosine che si possono salvare i disperati della terra che fuggono dai loro Paesi». Così Tonino Fancello ha autonomamente stampato un pacco di volantini e da solo ma per conto dell’associazione della quale con altri otto colleghi è socio fondatore, ha voluto realizzare questa provocazione. La sera del concerto di Ricky Martin si è recato all’ingresso della villa, imbattendosi («ma ovviamente lo sapevo») nel muro della sicurezza. «Mi bastava diffondere il mio messaggio, non avevo certo alcuna intenzione di esercitare forzature di alcun tipo», dice al rientro della missione. Ha chiesto di poter distribuire i volantini nella piazzola all’esterno della villa e non ha incontrato difficoltà . «Così ho fatto, ma a me interessava diffondere il messaggio», dice soddisfatto, prima di tornare per alcuni giorni nella “sua” terra e poi a Roma.



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