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Olbia

WhyNot, gestori pronti al rientro

WhyNot, gestori pronti al rientro

Il contenzioso tra la proprietà dei locali e la società Winner per la discoteca del jet set di Porto Cervo

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ARZACHENA. Potrebbe essere nelle prossime ore un operaio, accompagnato dall’ufficiale giudiziario, a forzare la serratura e consentire il reintegro nei locali della società Winner Life di Giulio Tansu, per poter riprendere l’attività del WhyNot, locale ai vertici della vita da Vip della Costa Smeralda, a Liscia di Vacca. Allo stato delle cose è questo l’atto finale sancito dal Tribunale monocratico di Tempio con provvedimento del 23 luglio disposto dal giudice Carlo Barile, nella controversia tra la Winner che gestiva l’attività e la proprietà del locale, la società Sa Luna srl, rappresentata da Manuela Scheggi e che nella vicenda ha il patrocinio legale dell’avvocato Paola Francesca Maria Puddu.

La vicenda è una miscela di elementi di carattere civilistico, commerciale e penale, con intreccio di querele e ricorsi. Tutto inizia circa un anno fa. Giulio Tansu ha lavorato in questi locali negli anni scorsi facendolo diventare meta del jet set di Porto Cervo, location di sapore internazionale, esclusivo. «Ma quando finalmente questo locale è stato portato all’eccellenza, la proprietà rivendica un aumento dell’affitto, comunque una reinterpretazione del contratto», spiega l’avvocato Giampaolo Murrighile che rappresenta la Winner Life. Mancando quei nuovi termini la proprietà si sarebbe ripresa il locale.

«Siamo intervenuti diffidando da assumere qualsiasi iniziativa, affermando che non vi erano morosità, che avevamo ripristinato il locale eseguendo lavori di carattere straordinario, portandolo a diventare un punto di riferimento e competitor di altri locali», racconta ancora l’avvocato Murrighile.

Ma le parole diventano fatti anche dall’altra parte. Improvvisamente, la Winner trova le serrature cambiate. «Sono entrati nel nostro locale, interpretando che fosse risolto il contratto. Noi abbiamo presentato ricorso all’autorità giudiziaria. I giudici ci hanno dato ragione, dicendo che quello che abbiamo subito non era assolutamente lecito ma era uno “spoglio”, e ha ordinato a loro di riconsegnarci il locale. Pertanto ha ordinato di reintegrarci nel possesso».

Ora la Winner dovrebbe riprendere l’attività. Questione di giorni. Ma che accadrà? Riusciranno a tornare all’interno dei locali? «Nelle prossime ore, se sarà il caso, andremo avanti con la forza pubblica per riprenderci il locale, come sancito dal giudice», conclude l’avvocato Murrighile.

È molto probabile che sia questo l’avvio di una “querelle”, considerata la convinzione con la quale la società Sa Luna ha sempre rappresentato le proprie posizioni. Anche se dopo il lungo “litigio” a suon di carte bollate il caso dovrebbe essere ormai all’atto finale. L’avvocato Murrighile non ha dubbi: «Il giudice ha detto che noi siamo nel pieno e legittimo possesso del locale e come tale ci deve essere restituito». Il giudice ha indicato anche le modalità esecutive. Che accadrà? (gpm)

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