Guerra tra Ats e Medica Palau: è caos sul budget
Il centro convenzionato rivendica 65mila euro di prestazioni. L’azienda vorrebbe firmare per 41mila
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OLBIA. E’ guerra tra l’Ats-Assl di Olbia e il Poliambulatorio Medica Palau, una delle strutture Private convenzionate dall’azienda per far fronte al numero elevatissimo di esami e visite specialistiche a cui il servizio pubblico, anche per l’insufficienza di personale, non riesce a far fronte. Il centro diretto da Patrizia Forte reclama il saldo che gli spetta (65mila euro per le prestazioni erogate sino allo scorso mese di maggio), mentre l’Ats-Assl vorrebbe pagare un budget non superiore a 41mila euro.
Il progetto. La collaborazione tra Ats e Medica Palau, inizia lo scorso mese di dicembre col progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa. «E solo per quel mese - dice Patrizia Forte - garantiamo ecografie per 18mila euro. Questo ovviamente non è da considerarsi un budget ma una quota specifica per questo progetto».
Le lettere. Terminato il progetto, il 9 gennaio 2018 il direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano scrive a tutte le strutture sanitarie convenzionate fra cui il Poliambulatorio Medica di Palau, chiedendo di continuare l’erogazione delle prestazioni sanitarie “al fine di non interrompere l’assistenza e nelle more della stipula del contratto per il 2018”. «Abbiamo quindi continuato a garantire tutti gli esami richiesti (era il Cup della Assl a occuparsi delle prenotazioni) - prosegue la specialista -, senza però firmare nessun contratto e senza sapere quale dovesse essere il nostro budget. Ad aprile, sempre Moirano ci scrive ancora e ci invita a proseguire le prestazioni sino al 30 giugno con le stesse motivazioni. Andiamo avanti sino al 30 maggio, giorno in cui abbiamo deciso di fermarci vista la mancanza di indicazioni da parte della Ats sul volume del budget a noi assegnato. Questo per non incorrere in ciò che, invece, è successo dopo: a fine luglio, infatti, scopriamo che il budget che ci era stato riservato per il 2018 non copriva nemmeno quanto sinora erogato. Abbiamo accumulato un credito nei confronti della Ats-Assl di 65mila euro di prestazioni mediche erogate e non abbiamo ricevuto neppure un acconto».
L’incontro. Dopo averlo sollecitato inutilmente e per diverse volte, la direttrice di Medica Palau, il 2 agosto, ottiene l’incontro con Antonella Virdis, che guida la Assl di Olbia, per la firma del contratto. «E in quel momento - va avanti Patrizia Forte - mi sono sentita dire che il budget a noi assegnato era di 41mila euro e che i 24.000 euro restanti non li avrei mai avuti. Ovviamente non ho firmato, nonostante mi sia stato detto che se non lo avessi fatto sarei anche potuta andare via. E’ stato in quel momento, profondamente indignata, che ho chiesto che venisse verbalizzato quanto dichiarato. Ma anche in questo caso ho ricevuto picche come risposta. Alla fine sono persino arrivati i carabinieri, ai quali ho raccontato come stavano le cose». Ma non è finita qui «perché il direttore generale dell’Ats mi ha scritto una nuova lettera con la quale mi sollecita a firmare per il budget da 41mila euro»
Prossimo passo. «Abbiamo chiesto l’intervento dei legali - chiude Patrizia Forte -, perché questa è una situazione inaccettabile nei confronti di una struttura accreditata che ha svolto puntualmente il lavoro richiesto. Noi siamo una risorsa preziosa per la Assl, soprattutto perché ci sono centinaia di utenti in attesa. Basti pensare, ed è solo un esempio, alle 600 risonanze urgenti ancora non smaltite dalla Radiologia di Olbia. Ho lavorato in una regione in cui la sanità è un’eccellenza a livello europeo anche perché si dà più spazio ai privati accreditati. Ma mai mi è capitato di aspettare sette mesi per ricevere il pagamento di una fattura». (s.p.)
Il progetto. La collaborazione tra Ats e Medica Palau, inizia lo scorso mese di dicembre col progetto per l’abbattimento delle liste d’attesa. «E solo per quel mese - dice Patrizia Forte - garantiamo ecografie per 18mila euro. Questo ovviamente non è da considerarsi un budget ma una quota specifica per questo progetto».
Le lettere. Terminato il progetto, il 9 gennaio 2018 il direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano scrive a tutte le strutture sanitarie convenzionate fra cui il Poliambulatorio Medica di Palau, chiedendo di continuare l’erogazione delle prestazioni sanitarie “al fine di non interrompere l’assistenza e nelle more della stipula del contratto per il 2018”. «Abbiamo quindi continuato a garantire tutti gli esami richiesti (era il Cup della Assl a occuparsi delle prenotazioni) - prosegue la specialista -, senza però firmare nessun contratto e senza sapere quale dovesse essere il nostro budget. Ad aprile, sempre Moirano ci scrive ancora e ci invita a proseguire le prestazioni sino al 30 giugno con le stesse motivazioni. Andiamo avanti sino al 30 maggio, giorno in cui abbiamo deciso di fermarci vista la mancanza di indicazioni da parte della Ats sul volume del budget a noi assegnato. Questo per non incorrere in ciò che, invece, è successo dopo: a fine luglio, infatti, scopriamo che il budget che ci era stato riservato per il 2018 non copriva nemmeno quanto sinora erogato. Abbiamo accumulato un credito nei confronti della Ats-Assl di 65mila euro di prestazioni mediche erogate e non abbiamo ricevuto neppure un acconto».
L’incontro. Dopo averlo sollecitato inutilmente e per diverse volte, la direttrice di Medica Palau, il 2 agosto, ottiene l’incontro con Antonella Virdis, che guida la Assl di Olbia, per la firma del contratto. «E in quel momento - va avanti Patrizia Forte - mi sono sentita dire che il budget a noi assegnato era di 41mila euro e che i 24.000 euro restanti non li avrei mai avuti. Ovviamente non ho firmato, nonostante mi sia stato detto che se non lo avessi fatto sarei anche potuta andare via. E’ stato in quel momento, profondamente indignata, che ho chiesto che venisse verbalizzato quanto dichiarato. Ma anche in questo caso ho ricevuto picche come risposta. Alla fine sono persino arrivati i carabinieri, ai quali ho raccontato come stavano le cose». Ma non è finita qui «perché il direttore generale dell’Ats mi ha scritto una nuova lettera con la quale mi sollecita a firmare per il budget da 41mila euro»
Prossimo passo. «Abbiamo chiesto l’intervento dei legali - chiude Patrizia Forte -, perché questa è una situazione inaccettabile nei confronti di una struttura accreditata che ha svolto puntualmente il lavoro richiesto. Noi siamo una risorsa preziosa per la Assl, soprattutto perché ci sono centinaia di utenti in attesa. Basti pensare, ed è solo un esempio, alle 600 risonanze urgenti ancora non smaltite dalla Radiologia di Olbia. Ho lavorato in una regione in cui la sanità è un’eccellenza a livello europeo anche perché si dà più spazio ai privati accreditati. Ma mai mi è capitato di aspettare sette mesi per ricevere il pagamento di una fattura». (s.p.)
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