baja sardinia
Il presunto rapinatore non parla, chiesti i domiciliari
Il 31enne arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice deciderà a breve
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BAJA SARDINIA. Interrogatorio di garanzia ieri mattina per Luigi Brundu, il 31enne di Ittireddu, in provincia di Sassari, arrestato dai carabinieri di Olbia e Porto Cervo con l’accusa di tentata rapina aggravata ai danni del portiere di un hotel di Baja Sardinia. Secondo la ricostruzione dei militari, avvenuta attraverso la testimonianza della vittima, il giovane lo avrebbe minacciato usando un bicchiere spaccato e insanguinato per farsi consegnare i soldi custoditi nella cassaforte. Brundu, assistito dall’avvocato Silvia Ferraris, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale ha chiesto la sostituzione della misura cautelare in carcere a Bancali con gli arresti domiciliari nella casa di Cannigione, dove Brundu ha la residenza. La richiesta verrà esaminata nelle prossime ore dal giudice. L’episodio di cui è accusato Brundu risale al 2 agosto. A far scattare le indagini e la richiesta di aiuto era stato il portiere notturno che aveva chiamato i carabinieri subito dopo aver messo in fuga il presunto rapinatore lanciandogli addosso con forza una pinzatrice da cancelleria. Brundu avrebbe prima chiesto informazioni su dove comprare le sigarette di notte per poi ripresentarsi vestito allo stesso modo, ma con una fascia in viso e un bicchiere spaccato e sporco di sangue in mano. L’arma con cui avrebbe intimato al portiere di consegnare il denaro della cassaforte. Messo in fuga era stato rintracciato qualche ora dopo e denunciato a piede libero in mancanza di flagranza di reato.
A seguito delle indagini, il Gip del tribunale di Tempio aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo era stato portato a Bancali dove si trova attualmente.
A seguito delle indagini, il Gip del tribunale di Tempio aveva emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo era stato portato a Bancali dove si trova attualmente.
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