Gommone sugli scogli: salvi 5 turisti
Porto Cervo, i naufraghi soccorsi anche con un elicottero a causa del maltempo
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PORTO CERVO. Non potevano passare un Ferragosto peggiore le cinque persone (tutti turisti romani tra i 20 e i 25 anni) che a bordo di un gommone mercoledì notte sono state tratte in salvo nei pressi della Marina di Porto Cervo, dopo che la loro imbarcazione è finita contro gli scogli e ha cominciato ad affondare, adagiandosi su un basso fondale.
Il proprietario del gommone al momento del naufragio ha prontamente contattato il numero per le emergenze in mare (il 1530), così la centrale operativa del comando generale delle Capitanerie di porto di Roma ha delegato il coordinamento delle operazioni di soccorso alla direzione marittima di Olbia, con al comando il capitano di vascello Maurizio Trogu.
Immediato l’intervento della motovedetta CP 894, ma le condizioni meteo proibitive (forte vento, mare agitato) e gli scogli affioranti hanno complicato le operazioni di soccorso. In particolare, hanno impedito sia alla ditta specializzata (contattata dall’Ufficio locale marittimo di Porto Cervo) che all’unità della guardia costiera di raggiungere i naufraghi, nel frattempo rifugiatisi su un isolotto. I soccorritori così sono rimanendo pertanto in zona per fornire assistenza e monitorare lo svilupparsi dell’emergenza. Inizialmente i contatti con il gommone sono stati tenuti via telefono cellulare, ma nel momento in cui la batteria si è scaricata, la sala operativa della Capitaneria di Olbia ha richiesto l’immediato intervento di un mezzo aereo.
L’elicottero del reparto di volo di Poggio Renatico dell’Aeronautica militare si è abbassato intorno alle 5 del mattino sugli scogli fino al punto in cui è stato possibile issare a bordo i cinque naufraghi utilizzando il verricello. Per fornire loro la prima assistenza, i naufraghi sono stati trasportati a bordo dell’elicottero presso l’aeroporto di Olbia, dove ad attenderli c’era un’ambulanza del 118 per il successivo ricovero in ospedale. Il gommone affondato, invece, è stato recuperato ieri mattina da parte di ditte specializzate, per la salvaguardia dell’ambiente marino.
Il proprietario del gommone al momento del naufragio ha prontamente contattato il numero per le emergenze in mare (il 1530), così la centrale operativa del comando generale delle Capitanerie di porto di Roma ha delegato il coordinamento delle operazioni di soccorso alla direzione marittima di Olbia, con al comando il capitano di vascello Maurizio Trogu.
Immediato l’intervento della motovedetta CP 894, ma le condizioni meteo proibitive (forte vento, mare agitato) e gli scogli affioranti hanno complicato le operazioni di soccorso. In particolare, hanno impedito sia alla ditta specializzata (contattata dall’Ufficio locale marittimo di Porto Cervo) che all’unità della guardia costiera di raggiungere i naufraghi, nel frattempo rifugiatisi su un isolotto. I soccorritori così sono rimanendo pertanto in zona per fornire assistenza e monitorare lo svilupparsi dell’emergenza. Inizialmente i contatti con il gommone sono stati tenuti via telefono cellulare, ma nel momento in cui la batteria si è scaricata, la sala operativa della Capitaneria di Olbia ha richiesto l’immediato intervento di un mezzo aereo.
L’elicottero del reparto di volo di Poggio Renatico dell’Aeronautica militare si è abbassato intorno alle 5 del mattino sugli scogli fino al punto in cui è stato possibile issare a bordo i cinque naufraghi utilizzando il verricello. Per fornire loro la prima assistenza, i naufraghi sono stati trasportati a bordo dell’elicottero presso l’aeroporto di Olbia, dove ad attenderli c’era un’ambulanza del 118 per il successivo ricovero in ospedale. Il gommone affondato, invece, è stato recuperato ieri mattina da parte di ditte specializzate, per la salvaguardia dell’ambiente marino.
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