la maddalena
Malati oncologici costretti ad andare a Olbia per fare la chemio
LA MADDALENA. Non si finisce mai di meravigliarsi, ma in negativo per i disservizi e i disagi che i pazienti maddalenini sono costretti a subire all’ ospedale Paolo Merlo. Prima con la chiusura della...
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LA MADDALENA. Non si finisce mai di meravigliarsi, ma in negativo per i disservizi e i disagi che i pazienti maddalenini sono costretti a subire all’ ospedale Paolo Merlo. Prima con la chiusura della Chirurgia; poi è stata la volta del Punto nascita a cui è seguita la Camera iperbarica, Pediatria. Adesso è il turno dei malati oncologici, costretti ad andare a Olbia per sottoporsi alla chemioterapia. Il caso di Tonino Chiarolla è emblematico, malato oncologico. «Dopo cinque cicli di chemio che ho sempre fatto in ambulatorio al Paolo Merlo, senza alcun problema e senza pericolo, devo fare il penultimo con lo stesso farmaco ma Olbia. La Asl dice che per ragioni di sicurezza il trattamento deve essere fatto a Olbia e non qui a La Maddalena. Perché il farmaco che mi iniettano è pericoloso e pertanto non possiamo rischiare. Resta senza risposta la mia domanda. Ma se fino a oggi non c’era pericolo, adesso scoprite che è pericoloso?». Nessuno pensi che le lamentele siano legate a un capriccio. «Arrivare a Olbia è difficile quando uno ha l’auto figuriamoci se uno non ce l’ha – dice una paziente –. Devo partire alle 8 del mattino per rientrare alle 20. Bisogna prendere il traghetto, poi il pullman, taxi per arrivare all’ospedale, attendere il turno e rimanere lì per 5 ore per la chemio. Insomma non una passeggiata. I più penalizzati sono senz’altro gli anziani che non hanno mezzi per arrivare a Olbia e anche possibilità finanziarie. Per non parlare della fatica e dello stress che ne deriva. Il consigliere regionale dell’Upc, Pierfranco Zanchetta, è stato molto chiaro in un suo intervento contro le scelte dell’azienda sanitaria avvallata però dalla maggioranza di cui fa parte. «È necessario e urgente e indispensabile ottenere quanto previsto nella riorganizzazione della rete ospedaliera per gli ospedali di area disagiata – afferma –. Non è più ammissibile accettare il continuo declassamento dell’ospedale isolano e il deplorevole disinteresse nei confronti della comunità e dei malati maddalenini. I malati di cancro devono recarsi a Olbia per le sedute chemioterapiche e ai bambini non è più garantito il pediatra ospedaliero. Le emergenze pediatriche come le sedute di chemioterapia diventano un calvario per piccoli, adulti e famiglie. Una fatica che i dirigenti della sanità sarda dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Ciò vale anche per i medici che stanno a Olbia. Una vergognosa pagina alla quale bisogna porre subito rimedio, costi quel che costi». (a.n.)
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