La Nuova Sardegna

Olbia

Tanti sacrifici e forza di volontà così cresce l’impresa

di Tiziana Simula
Tanti sacrifici e forza di volontà così cresce l’impresa

Olbia, Antonio Giuseppe Dessena racconta la storia della famiglia. Gioie e paure: il distributore e il market derubati venti volte

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OLBIA. Ciccio il super derubato, e l’orgoglio di essere imprenditore. Antonio Giuseppe Dessena, 46 anni a novembre, per tutti semplicemente “Ciccio” («anche se il Ciccio originario è mio padre Francesco», precisa lui), è riuscito nella sua nuova impresa: quella di scrivere un libro. 130 pagine autobiografiche che raccontano la voglia di fare azienda di una famiglia semplice, laboriosa e unita che non si è mai piegata alle avversità, neppure quando è stata messa a dura prova da una raffica di furti e rapine a mano armata: una ventina in pochi anni. Nel mirino dei malviventi, il Ciccio service, la stazione di servizio sulla 131 dcn all’uscita da Olbia, la prima ad aprire nel 2006 nell’allora nuova strada a quattro corsie, ma anche il market storico di famiglia, il Ciccio market, in via Barcellona.

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«Volevo sfatare quel luogo comune secondo il quale i sardi non sanno fare impresa – racconta Ciccio Dessena – La società di famiglia, composta da mio padre, mia madre, me e le mie due sorelle, nel suo piccolo, ha fatto grandi cose. Col sacrificio e l’unione della famiglia si può crescere. E questo lo devo ai miei genitori, ai sani valori con i quali ci hanno cresciuto e tenuti compatti. Questo libro è un ringraziamento a loro, e un insegnamento per le mie due bambine».

Dal latte al petrolio, al caffè. La storia imprenditoriale di Ciccio e della sua famiglia (originaria di Tula) comincia quando il padre viene licenziato e allora bisogna rimboccarsi le maniche e inventarsi qualcosa per campare. Mettono su una fattoria e il piccolo Antonio Giuseppe si alza all’alba per mungere le pecore e poi va a scuola. Per un lungo periodo babbo Francesco fa l’ambulante, vendendo nelle piazze e nelle strade frutta e verdura. Poi, apre il Ciccio market, uno dei primi negozi di alimentari della città. La svolta arriva nel 2006, con l’apertura della stazione di servizio. «Tanti anni di battaglie tra Comune, autorizzazioni e quant’altro, ma alla fine arrivarono tutti i permessi e l’attività aprì. Quella fu un’altra vittoria per la nostra famiglia di piccoli commercianti». Insieme alla gioia, col Ciccio service, arrivano però anche i dolori. Dopo un solo mese di apertura, il primo raid dei ladri. Poco dopo, la seconda razzia. E, poi, un’altra e un’altra ancora. Furti a raffica. E anche una rapina a mano armata, con vittime il padre e una sorella. Pure la madre fu minacciata armi in pugno e rapinata nel 2011 mentre era alla cassa del market: era carnevale, e il rapinatore mascherato dal conte Dracula, le portò via l’incasso della giornata. «Siamo arrivati a contare una ventina di furti – racconta ancora Ciccio Dessena – È stato un periodo terribile, inimmaginabile quello che abbiamo passato. A un certo punto abbiamo deciso di utilizzare vecchi sistemi, organizzando appostamenti notturni. Di giorno si lavorava 12, 14 ore e la notte non si riposava perché facevamo i turni per paura che tornassero i ladri. Non basta. Oltre ai danni subiti, pure la beffa: dovevamo pagare di tasca nostra perché le assicurazioni si rifiutavano di stipulare le polizze con noi perché subivamo troppi furti. Abbiamo combattuto tante battaglie, vinto tante paure. Ma siamo sempre andati avanti – rimarca Antonio Giuseppe – Il Ciccio service è di sicuro una bella azienda. Ci lavorano persone con il nostro stesso temperamento: allegre e simpatiche, e anche dotate di vera professionalità. Ai nostri dipendenti chiediamo di lavorare come se l’azienda fosse anche loro. E devo dire, con un certo piacere, che fino ad ora abbiamo sempre trovato delle brave persone che ci hanno soddisfatto. Un grande ringraziamento lo voglio rivolgere anche a loro».
 

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