Inchiesta sugli abusi edilizi sequestrato il Nikki beach
di Walkiria Baldinelli
Blitz della guardia di finanza e dei vigili di Arzachena su ordine del gip di Tempio Finisce male l’estate nell’esclusivo ristorante-bar sulla spiaggia di Cala Petra Ruja
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PORTO CERVO. Sigilli al Nikky Beach, il chiosco dei vip affacciato sulla baia di Cala Petra Ruja in Costa Smeralda. Su disposizione del gip del tribunale di Tempio, gli uomini della guardia di finanza di Olbia guidati dal maggiore Marco Salvagno e gli agenti della polizia locale coordinati dal comandante Giacomo Cossu, hanno posto sotto sequestro preventivo il locale e il sentiero d'acceso. L’inchiesta giudiziaria è ancora in corso ma intanto il provvedimento è scattato per presunti abusi edilizi, sarebbero state riscontrate difformità rispetto alle autorizzazioni rilasciate per un sentiero pedonale tra la macchia mediterranea che attraversa i terreni della Land Holding e Sardegna Resorts. E per la realizzazione del chiosco amovibile stagionale, gestito sotto il brand internazionale di luxury beach club più famoso del mondo, il Nikky beach. Con il sequestro si apre un nuovo capitolo del braccio di ferro tra la Sardegna Resorts e il comune di Arzachena.La vicenda giudiziaria ebbe inizio con il diniego da parte dell'ufficio tecnico comunale alla richiesta di variante del chiosco in località Petra Ruja perché non conforme a quanto disposto dal Piano di utilizzo dei litorali (Pul), che non consente ampliamenti. La proprietà era ricorsa al Tar, ottenendo una sospensiva e la possibilità di ultimare i lavori, ma a condizione che venissero fatti in base alle dimensioni del chiosco precedente. A fine giugno, con un'ordinanza del dirigente dell'ufficio tecnico, l'ente locale aveva ordinato la sospensione dei lavori in corso per la realizzazione della struttura di circa 380 metri quadri, in quanto non conforme a quella posizionata negli anni addietro.
La strada d'accesso era già stata sequestrata in passato. Nel 2016, una volta ripristinato lo stato dei luoghi con la messa a dimora delle essenze arboree rimosse, erano stati poi tolti i sigilli. Mesi fa, durante i lavori per la realizzazione del chiosco si era ripresentata una situazione analoga, dopo alcuni sopralluoghi l'ufficio tecnico aveva evidenziato difformità rispetto alle autorizzazioni, sia per la struttura che per il sentiero, ordinando la sospensione dei lavori. I primi di luglio, dopo il ripristino dello stato dei luoghi, il dirigente aveva revocato l'ordinanza emessa in precedenza. Ieri, l'epilogo di una vicenda che si era trasformata anche in un caso politico.
La strada d'accesso era già stata sequestrata in passato. Nel 2016, una volta ripristinato lo stato dei luoghi con la messa a dimora delle essenze arboree rimosse, erano stati poi tolti i sigilli. Mesi fa, durante i lavori per la realizzazione del chiosco si era ripresentata una situazione analoga, dopo alcuni sopralluoghi l'ufficio tecnico aveva evidenziato difformità rispetto alle autorizzazioni, sia per la struttura che per il sentiero, ordinando la sospensione dei lavori. I primi di luglio, dopo il ripristino dello stato dei luoghi, il dirigente aveva revocato l'ordinanza emessa in precedenza. Ieri, l'epilogo di una vicenda che si era trasformata anche in un caso politico.
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