maltempo
Negozi allagati sotto accusa le rotatorie di Poltu Quadu
OLBIA. «In 25 anni di attività non era mai successa una cosa del genere, neppure quando ci sono stati gli alluvioni». Mezz’ora di temporale e nel negozio di Massimiliano Marras, uno dei proprietari...
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OLBIA. «In 25 anni di attività non era mai successa una cosa del genere, neppure quando ci sono stati gli alluvioni». Mezz’ora di temporale e nel negozio di Massimiliano Marras, uno dei proprietari del “Centro dell’artigianato”, in via Antonio Melis, in zona aeroporto, è successo il finimondo: il piazzale esterno trasformato in piscina e l’acqua che entrava prepotentemente all’interno del locale, filtrando perfino attraverso le vetrate dell’ingresso, chiuse per proteggere i clienti che erano all’interno. Ma ciò non è bastato a impedire il panico, né a evitare l’allagamento. Dentro il negozio, venti centimetri d’acqua e danni ingentissimi. Il commerciante punta il dito contro la nuova rotatoria realizzata di fronte al polo commerciale aperto all’inizio dell’estate. «I lavori della rotatoria sono stati fatti male – spiega – Sono stati realizzati in pendenza senza curarsi di noi, e inevitabilmente tutta l’acqua dell’area commerciale si è riversata nella zona più bassa, finendo dritta nel negozio. Poche e intasate da detriti e sporcizia le pozzette realizzate per far defluire le acque bianche. Quando è scoppiato il temporale, nel giro di pochi minuti, la strada e il piazzale sono diventati una piscina. Abbiamo chiuso immediatamente le vetrate per cercare di fermare l’acqua che arrivava a cascate, ma è filtrata lo stesso. I clienti erano terrorizzati, avevano i piedi in ammollo. Vedevamo il livello dell’acqua salire sempre di più – racconta ancora Massimiliano Marras – Abbiamo buttato per terra, tappeti tovaglie, asciugamani, materassi, tutto ciò che poteva servire per bloccare le fessure. Io mi sono dovuto arrampicare sul tetto del negozio e saltare nelle terrazze vicine fino ad arrivare in strada per liberare le poche pozzette, intasate da vegetazione e detriti. Qualche giorno fa, la zona era stata decespugliata ma le sterpaglie non erano state portate via».
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