operazione della guardia costiera
Rete da pesca abusiva di 800 metri nella spiaggia di Pittulongu
OLBIA. Il personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Olbia ha sequestrato una rete da posta fissa lunga circa 800 metri che era stata posizionata abusivamente all’interno della zona...
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OLBIA. Il personale della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Olbia ha sequestrato una rete da posta fissa lunga circa 800 metri che era stata posizionata abusivamente all’interno della zona riservata alla balneazione, in località Pittulongu.
Il lungo attrezzo da pesca, occupava lo specchio acqueo da terra sino a metà della baia ed è stato necessario intervenire sia via terra, con una pattuglia specializzata e sia via mare con l’utilizzo del mezzo della Guardia Costiera B103.
La rete era provvista di maglie di dimensione ridotta rispetto alle prescrizioni in materia di pesca e il personale ha rinvenuto intrappolate nell’attrezzo, numerose specie ittiche sottomisura.
«Grazie al lavoro dei militari – riferiscono dalla Capitaneria – , la rete è stata issata e il pescato sottomisura restituito al suo habitat naturale, contrastando l’impoverimento dello stock ittico, quin di la rete è stata trasportata negli Uffici della Capitaneria di porto di Olbia per lo svolgimento di ulteriori indagini e gli adempimenti di legge. «L’attività, conclusasi con il sequestro della rete da pesca a carico di ignoti, si inquadra in una più ampia serie di ripetuti controlli ambientali e sulla filiera ittica, quotidianamente eseguiti dal personale della Capitaneria», sottolinea il direttore marittimo Maurizio Trogu.
Il pescato rinvenuto nella rete è stato donato in beneficenza a un istituto caritatevole di Olbia dopo che l’azienda sanitaria locale ne aveva certificato la commestibilità e freschezza. «La rimozione, oltre a garantire l’osservanza delle norme in materia di attività di pesca – sottolinea la Capitaneria – , ha un’importante rilevanza sul piano della sicurezza della navigazione: l’attrezzo rappresentava un pericolo evidente per i naviganti, ma anche per le persone in spiaggia». È stato allo stesso tempo scongiurato un danno ambientale di proporzioni enormi per il deterioramento dell’ecosistema marino e per la naturale crescita delle specie ittiche sottomisura.
Il lungo attrezzo da pesca, occupava lo specchio acqueo da terra sino a metà della baia ed è stato necessario intervenire sia via terra, con una pattuglia specializzata e sia via mare con l’utilizzo del mezzo della Guardia Costiera B103.
La rete era provvista di maglie di dimensione ridotta rispetto alle prescrizioni in materia di pesca e il personale ha rinvenuto intrappolate nell’attrezzo, numerose specie ittiche sottomisura.
«Grazie al lavoro dei militari – riferiscono dalla Capitaneria – , la rete è stata issata e il pescato sottomisura restituito al suo habitat naturale, contrastando l’impoverimento dello stock ittico, quin di la rete è stata trasportata negli Uffici della Capitaneria di porto di Olbia per lo svolgimento di ulteriori indagini e gli adempimenti di legge. «L’attività, conclusasi con il sequestro della rete da pesca a carico di ignoti, si inquadra in una più ampia serie di ripetuti controlli ambientali e sulla filiera ittica, quotidianamente eseguiti dal personale della Capitaneria», sottolinea il direttore marittimo Maurizio Trogu.
Il pescato rinvenuto nella rete è stato donato in beneficenza a un istituto caritatevole di Olbia dopo che l’azienda sanitaria locale ne aveva certificato la commestibilità e freschezza. «La rimozione, oltre a garantire l’osservanza delle norme in materia di attività di pesca – sottolinea la Capitaneria – , ha un’importante rilevanza sul piano della sicurezza della navigazione: l’attrezzo rappresentava un pericolo evidente per i naviganti, ma anche per le persone in spiaggia». È stato allo stesso tempo scongiurato un danno ambientale di proporzioni enormi per il deterioramento dell’ecosistema marino e per la naturale crescita delle specie ittiche sottomisura.
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