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Gli anti-Amp: «Delusi da Lega e M5S»

Gli anti-Amp: «Delusi da Lega e M5S»

Santa Teresa, il Movimento pro territorio contro l’istituzione dell’area marina

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SANTA TERESA. Il Movimento sardo pro territorio ancora una volta dice no all’Area marina protetta (Amp) Capo Testa-Punta Falcone. Era stata istituita lo scorso maggio con decreto dell’ex ministro Galletti. Il regolamento di disciplina pubblicato sulla Gazzetta ufficiale entrerà in vigore tra una settimana.

L’Amp sarà gestita in via temporanea per sei mesi dal Comune. «Chiediamo al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, di prorogare dal 20 settembre al 31 dicembre la data di applicazione del decreto istitutivo – dichiara il coordinatore regionale Alessio Pasella –. E nel frattempo di istruire una completa, imparziale, profonda verifica, anche con un contraddittorio, sull’iter percorso e solo in seguito trarre le conclusioni, cioè dare o meno il via libera all'istituzione dell'Amp Capo Testa-Punta Falcone». Incalza il coordinatore di Santa Teresa del Movimento sardo pro territorio, Ulisse Murru: «Siamo amareggiati e delusi dal governo “legastellato”. Tanto più che un parlamentare della stessa Lega, l’allora senatore Volpi (oggi sottosegretario della Difesa), aveva depositato un’interrogazione con la quale chiedeva la sospensione dell’iter istitutivo, sottolineando la mancanza di un confronto adeguato con cittadini, portatori di interesse e settori produttivi».

Il Movimento sardo pro territorio evidenzia che a sostenere l'interrogazione, in campagna elettorale, c'era anche Dario Giagoni, allora coordinatore NcS Nord Sardegna. «Oggi vice commissario regionale della Lega, facendo eco al parlamentare – dice Murru –, affermava che la tutela di un territorio deve autodefinirsi dalla comunità locale e non da una scelta politica autolegittimata. Riteniamo grave che chi abbia fatto campagna elettorale contro l'istituzione dell'Amp e il Movimento Stelle, da sempre contrario ai “carrozzoni politici”, avalli ora una scelta “scellerata e dannosa” imposta dal Pd. Perché, di fatto, l’iter istitutivo non ha seguito in concreto gli adempimenti previsti dalla normativa. Ci sono stati solo due incontri pubblici, senza la presenza di un rappresentante ministeriale. Chiediamo a Comune, Ispra e ministero, di rendere pubblici i video degli incontri, la delibera comunale di adesione e di riavvio dell'iter istitutivo, la relazione ambientale sullo stato del sistema fognario e di depurazione di Santa Teresa». La guerra, insomma, continua.(w.b.)

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