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Olbia

Mattatoio, polemica sui fondi persi

Mattatoio, polemica sui fondi persi

Lattuneddu: chi ha la concessione deve chiedere i finanziamenti, non il Comune

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TEMPIO. Daniela Lattuneddu, assessore alle strategie di sviluppo territoriale ed alle risorse comunitarie, nazionali e regionali, tirata in ballo qualche giorno fa da due diverse interrogazioni consiliari (la prima di Sebastiana Carta del gruppo “Ripensare Tempio”, la seconda dall’ex vice sindaco Anna Paola Aisoni), che l’accusavano di ignorare importanti finanziamenti europei “dei quali la città avrebbe potuto usufruire con un po’ più di attenzione”, risponde carte alla mano.

Non prima di avere ricordato però che «il suo assessorato, a differenza di quelli di Gianni Addis, Francesco Quargnenti e Franco Marotto ( ben forniti di apparati e mezzi adeguati),è di nuova istituzione, privo di un adeguato apparato burocratico e di un equo “portafoglio” che gli consentirebbe di agire in autonomia». Relativamente all’interrogazione sulla mancata presentazione della richiesta di finanziamento per il trattamento dei sottoprodotti di origine animale (Soa), che sarebbe costata una compartecipazione di 150 mila euro, l’assessore fa osservare come al bando relativo non sia stata data dalla Regione Sardegna la giusta divulgazione all'interno dell'home page istituzionale.

«Inspiegabilmente, forse volutamente - scrive -, la pubblicazione, non a caso, è avvenuta solo nella sezione dell'Assessorato all’Agricoltura e, per giunta, nella parte dedicata alle imprese private. Circostanza questa che dovrebbe far riflettere la Carta, peraltro funzionaria Argea, Ente controllore delle richieste di finanziamento e che ben conosce le dinamiche. Alla luce di questo, appare fuorviante e fuori luogo anche il riferimento fatto alla richiesta di finanziamento inoltrata dal Cipnes di Olbia. Un ente di natura economico privatistico che sicuramente persegue scopi e finalità diverse da quelle del Comune. Senza dimenticare anche che il Comune di Tempio è si proprietario del mattatoio, accordato però in concessione a privati che perseguono giustamente scopi di lucro come quelli derivanti dal trattamento Soa. In soldoni cioè era la società privata che doveva richiedere i finanziamenti e non l’assessore messa sotto accusa senza ragione. Non si ritiene, invece, necessario - conclude l’assessora Lattuneddu -, fornire risposta alla consigliera Aisoni, che, defenestrata da pochi mesi, ben conosce lo stato delle cose». (a.m.)



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