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Olbia

Air Italy, lo sciopero slitta al 15 ottobre

Air Italy, lo sciopero slitta al 15 ottobre

Il consigliere regionale sardista Giovanni Satta al Pd: state mistificando la realtà

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OLBIA. Slitta al 15 ottobre lo sciopero territoriale di 24 ore di tutti i lavoratori Air Italy in servizio a Olbia, proclamato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il differimento si è reso necessario dopo l’intervento della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che ha fatto rilevare come per la data inizialmente indicata per lo sciopero, lunedì 1° ottobre, risultavano già precedentemente proclamati tre scioperi nel settore aereo. Per questo l’invito riivolto dalla commissione alle organizzazioni sindacali a revocare lo sciopero del 1° ottobre. Immediata la comunicazione del sindacato del differimento al 15 ottobre. Restano naturalmente tutte in piedi le ragini dello sciopero: il trasferimento di 51 dipendenti Air Italy da Olbia a Malpensa e il progressivo ridimensionamento della storica base olbiese.

Intanto la vertenza sta avvelenando il clima politico. «La questione dei lavoratori Air Italy sta diventando argomento di esclusiva campagna elettorale – dice Giovanni Satta, consigliere regionale galurese del Psdaz – è paradossale, se non ridicolo, che alcuni colleghi consiglieri regionali della Gallura, anziché riconoscere gli errori e la superficialità che hanno caratterizzato la giunta regionale nella gestione di questa vicenda, tentino maldestramente di spostare l’attenzione su presunte responsabilità da parte del governo nazionale. Per amore della verità – prosegue Satta – vorrei ricordare che durante le fasi della “svendita” di Meridiana, al governo c’era il Pd e gli ultimi due assessori regionali dei Trasporti appartengono proprio all’area politica di chi tenta di mistificare la realtà».

Evidente il riferimento a Giuseppe Meloni, consigliere regionale del Pd che nei giorni scorsi aveva chiamato pesantemente in causa il senatore sardo-leghista Cristian Solinas, silente sulla vertenza. «Forse – conclude Giovanni Satta – sarebbe più opportuno evitare banali strumentalizzazioni, con distorsioni della verità e tentare, al contrario, una contrattazione da parte della Regione con la proprietà, includendo e rimodulando, se necessario, anche gli accordi sul Mater Olbia, al fine di garantirne la permanenza ad Olbia». (m.b.)

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