Medicina, il grido d’allarme degli infermieri
Costretti a turni massacranti per insufficienza di organico «e i dipendenti malati non si sostituiscono»
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TEMPIO. Prosegue inesorabile, la lenta e dolorosissima agonia del Paolo Dettori. Le ultime due segnalazioni riguardanolo stato in cui lavorano il personale infermieristico di Medicina e il comportamento del Cup, che ignora di fatto il reparto di Ostetricia e Ginecologia, chiuso il 19 aprile scorso per la concomitanza di assenze per malattia di medici e riaperto solo per visite o per piccoli interventi specifici.
«Drammatica - si legge in un comunicato -, la situazione nel reparto di Medicina generale dove si registrano costantemente fra le 34 e le 36 presenze di pazienti, ai quali devono far fronte nell’arco delle 24 ore, nove infermieri di cui 2 assunti con contratto interinale mensile e due con la cosiddetta “ limitazione di carico”,(problemi di salute). L’organico presenta inoltre otto Oss (operatori socio sanitari)- Di cui due, con limitazione sui carichi e due provenienti dalla Ginecologia, con orario ridotto. I turni in Medicina sono coperti obbligatoriamente, al mattino, da due o tre infermieri, a seconda dei giorni, e da due oss. Nel pomeriggio, da due infermieri e due dss e nella notte da due infermieri e un oss. Non si tiene conto di eventuali assenze per malattia e, nel qual caso - prosegue la nota -, l’unità assente non viene sostituita. Praticamente, il personale infermieristico del reparto Medicina del Paolo Dettori, quotidianamente deve far fronte a 18 pazienti a testa. Inoltre nel reparto non esistono turni regolari, soggetti invece a continui cambiamenti. Il personale molto spesso nell’arco della 24 ore è costretto, nonostante normative contrarie, a lavorare mattina e pomeriggio, smontando un’ora prima o un’ora dopo a seconda della turnazione, per rispettare le undici ore di riposo che non si fanno mai, o a fare le doppie notti, Qualcuno non va in ferie da un anno».
Con il comunicato, dopo tutta un’altra serie di segnalazioni, si chiede «che fine abbiano fatto le tanto decantate 100 assunzioni nessuna delle quali giunta al Paolo Dettori e, soprattutto, dove sia la legalità in tutto questo».
Significativo ma non inusuale, infine, il caso che riguarda il Cup. E a raccontarlo è una giovane signora che si è rivolta telefonicamente al centro unico per le prenotazione per chiedere un appuntamento in Ginecologia per una visita.
La prima risposta è che si sarebbe dovuta recare alla Maddalena. Alle rimostranze della donna, che chiedeva di essere visitata a Tempio, le è stato fissato l’appuntamento per la fine di novembre.
La signora a quel punto, che pensava ormai di recarsi a pagamento da un medico privato, qualche ora dopo, mentre è andata a visitare un parente all’ospedale Paolo Dettori, casualmente ha incontrato un operatore del reparto Ostetricia a cui ha raccontato il fatto e che immediatamente, nel rispetto di tutti i crismi della legalità, ha provveduto a effettuare la visita richiesta. (a.m.)
«Drammatica - si legge in un comunicato -, la situazione nel reparto di Medicina generale dove si registrano costantemente fra le 34 e le 36 presenze di pazienti, ai quali devono far fronte nell’arco delle 24 ore, nove infermieri di cui 2 assunti con contratto interinale mensile e due con la cosiddetta “ limitazione di carico”,(problemi di salute). L’organico presenta inoltre otto Oss (operatori socio sanitari)- Di cui due, con limitazione sui carichi e due provenienti dalla Ginecologia, con orario ridotto. I turni in Medicina sono coperti obbligatoriamente, al mattino, da due o tre infermieri, a seconda dei giorni, e da due oss. Nel pomeriggio, da due infermieri e due dss e nella notte da due infermieri e un oss. Non si tiene conto di eventuali assenze per malattia e, nel qual caso - prosegue la nota -, l’unità assente non viene sostituita. Praticamente, il personale infermieristico del reparto Medicina del Paolo Dettori, quotidianamente deve far fronte a 18 pazienti a testa. Inoltre nel reparto non esistono turni regolari, soggetti invece a continui cambiamenti. Il personale molto spesso nell’arco della 24 ore è costretto, nonostante normative contrarie, a lavorare mattina e pomeriggio, smontando un’ora prima o un’ora dopo a seconda della turnazione, per rispettare le undici ore di riposo che non si fanno mai, o a fare le doppie notti, Qualcuno non va in ferie da un anno».
Con il comunicato, dopo tutta un’altra serie di segnalazioni, si chiede «che fine abbiano fatto le tanto decantate 100 assunzioni nessuna delle quali giunta al Paolo Dettori e, soprattutto, dove sia la legalità in tutto questo».
Significativo ma non inusuale, infine, il caso che riguarda il Cup. E a raccontarlo è una giovane signora che si è rivolta telefonicamente al centro unico per le prenotazione per chiedere un appuntamento in Ginecologia per una visita.
La prima risposta è che si sarebbe dovuta recare alla Maddalena. Alle rimostranze della donna, che chiedeva di essere visitata a Tempio, le è stato fissato l’appuntamento per la fine di novembre.
La signora a quel punto, che pensava ormai di recarsi a pagamento da un medico privato, qualche ora dopo, mentre è andata a visitare un parente all’ospedale Paolo Dettori, casualmente ha incontrato un operatore del reparto Ostetricia a cui ha raccontato il fatto e che immediatamente, nel rispetto di tutti i crismi della legalità, ha provveduto a effettuare la visita richiesta. (a.m.)
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