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CALANGIANUS 

Arrivano i soldi della Regione per la chiesa di Santa Giusta

Arrivano i soldi della Regione per la chiesa di Santa Giusta

CALANGIANUS. L’amministrazione comunale, in seguito alla partecipazione ad un bando regionale dello scorso giugno, ha ottenuto un finanziamento dalla Regione di 121mila, incluso il cofinanziamento...

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CALANGIANUS. L’amministrazione comunale, in seguito alla partecipazione ad un bando regionale dello scorso giugno, ha ottenuto un finanziamento dalla Regione di 121mila, incluso il cofinanziamento comunale, per lavori di messa in sicurezza della chiesa parrocchiale Santa Giusta.

Calangianus è risultato in nona posizione nella graduatoria regionale, ottenendo un ottimo piazzamento fra gli oltre cento comuni sardi che hanno partecipato al bando. Segno che le motivazioni addotte, caldeggiate dagli amministratori,erano più che valide.

L’urgenza della sicurezza della parrocchiale è motivata dall’analisi svolta dai tecnici che hanno verificato su tutta l’area di intervento “come le condizioni statiche fuori terra di tutto il complesso presentano alcune forti criticità” e certificato che “l'ampliamento della navata, avvenuto nei primi anni Sessanta con la realizzazione della nuova facciata e del matroneo, presenta un certo degrado soprattutto nel solaio in cui gli elementi strutturali sono condizionati da infiltrazioni di acqua e umidità che hanno portato alla corrosione delle barre metalliche dei travetti e conseguente espulsione del fondello in laterizio”. «E’prevista - si legge nella relazione presentata - la demolizione, la sostituzione e la riorganizzazione architettonica dell’intera parte aggiunta». I tecnici notano che “rimaneggiare il complesso ha portato all’utilizzo di tecniche costruttive totalmente estranee al contesto originario” per cui ciò che è stato realizzato nello spazio lasciato “libero” dalla demolizione della torre dell’orologio, merita un apposito intervento con la demolizione, il consolidamento e la realizzazione eventualmente anche della stessa torre dell’orologio, nel rispetto dell’impianto originario rilevabile attraverso documentazione iconografica. E poi “le abbondanti infiltrazioni di acqua piovana dal tetto invadono parte della struttura voltata, la salinità veicolata sta deteriorando gli intonaci e il supporto pittorico degli affreschi di una delle chiese più belle della diocesi”. (p.z.)



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