La Nuova Sardegna

Olbia

Marina di Portisco, vittoria al Tar per il maxi canone

Giandomenico Mele
Marina di Portisco, vittoria al Tar per il maxi canone

La società non dovrà pagare la concessione demaniale. In gioco 153mila euro dovuti all’Agenzia del demanio 

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OLBIA. Lontani i propositi di vendita, Marina di Portisco può rilanciare sul tavolo degli investimenti incassando una importante vittoria al Tar contro la Regione. La Marina di Portisco spa non dovrà infatti pagare il canone di concessione demaniale di 153 mila euro dovuto per il 2017 all’Agenzia del demanio. Ma, soprattutto, la società di Invitalia scongiura la possibilità che la Direzione generale del demanio, così come prospettato, possa avviare il procedimento per la decadenza della concessione per il porto turistico.

Marina di Portisco ha vinto la causa, davanti al tribunale amministrativo regionale, che la opponeva al Demanio, dopo il primo parziale accoglimento della domanda cautelare presentata dalla società e la sospensione del provvedimento impugnato.

La sentenza. Nei giorni scorsi è stata depositata la sentenza del tribunale amministrativo della Sardegna che ha accolto il ricorso contro l’Agenzia del demanio per l’annullamento del provvedimento della Regione - Direzione generale enti locali e finanze Servizio demanio e patrimonio e autonomie locali di Nuoro e Olbia-Tempio – con cui si dava comunicazione dell'emissione dell'ordine di introito del canone demaniale relativo all'annualità 2017 e veniva richiesto il pagamento, pena l'applicazione degli interessi di mora, della somma di 153.617 euro, nonché di tutti gli atti finalizzati all'adozione del provvedimento impugnato anche se non conosciuti dalla società ricorrente. La Marina di Portisco, tuttavia, aveva contestato i “criteri” di determinazione del canone correlato all’utilizzo dei beni oggetto di concessione, considerato il rilevante importo concernente il ricomputo della somma da corrispondere quale canone.

Le opere. Si è trattato di stabilire se le opere di difficile rimozione ricadenti nell’area oggetto di contestazione (pari, come visto, a mq 10.726) fossero da considerare come pertinenze demaniali, quindi già di proprietà statale al momento del rilascio della concessione; ovvero, fossero state realizzate dalla concessionaria, nel corso del rapporto di concessione iniziato con l’atto di concessione del 28 ottobre 2004. Il caso in esame rientra in questa seconda ipotesi, dalla quale risulta che tra le aree in concessione non figurano pertinenze demaniali. Il Tar ha ritenuto che le opere di difficile rimozione fossero state realizzate dalla concessionaria nel corso del rapporto concessorio, con l’ulteriore conseguenza che le stesse non potessero essere prese in considerazione ai fini della determinazione dell’entità del canone. La stessa Marina di Portisco spa si era costituita in giudizio, al di là della contestazione della somma, per scongiurare un effetto correlato che avrebbe potuto provocare, in caso di mancato tempestivo pagamento, il possibile avvio del procedimento di decadenza della concessione. Un bel colpo per la società nel portafoglio di Invitalia, che dopo l’apertura della procedura di nomina di un advisor a fine 2017, ha smentito in sequenza le ultime ipotesi di vendita della società Italia Turismo spa e dei suoi singoli asset, tra i quali la Marina di Portisco. Dell’advisor si è persa traccia e la vittoria davanti al Tar evita lo spettro della decadenza dalla concessione, facendo risparmiare un bel po’ di soldi per la stessa Invitalia che adesso, probabilmente, non ha più fretta di sbarazzarsi dell’ingombrante fardello dei porti turistici da affidare in gestione. In realtà, non è la prima volta che Invitalia esprime la volontà di cedere la quota di controllo della Marina di Portisco, dal momento che già nel 2016 aveva cercato acquirenti. Poi ci aveva ripensato, con la holding nazionale controllata dal ministero dell’Economia che aveva cambiato rotta, puntando a potenziare il porto turistico olbiese nel mercato internazionale della nautica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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