La Nuova Sardegna

Olbia

In città vale 13 milioni lo spostamento della stazione ferroviaria

La Olbia-Sassari, strada che collega le due città più importanti del Nord Sardegna, è l’infrastruttura primaria e assorbe quasi due terzi delle risorse disponibili sul territorio. Ma tra i grandi...

2 MINUTI DI LETTURA





La Olbia-Sassari, strada che collega le due città più importanti del Nord Sardegna, è l’infrastruttura primaria e assorbe quasi due terzi delle risorse disponibili sul territorio. Ma tra i grandi progetti in corso si segnala l’arretramento della stazione ferroviaria di Olbia (13 milioni), il completamento delle opere di bonifica dello specchio acqueo dell’ex Arsenale militare di La Maddalena (10 milioni 800 mila), le opere di infrastrutturazione e ampliamento dell’aeroporto di Olbia (10 milioni). Tra i progetti non avviati a farla da padrone è, ovviamente, quello relativo alle opere di mitigazione del rischio idraulico nel territorio comunale di Olbia, relativo alle vasche di laminazione. Il cosiddetto “Piano Mancini” ha trovato la ferma opposizione del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, così per il momento vede bloccati 25 milioni e 300 mila euro di risorse stanziate. I principali soggetti attuatori, sulla base delle opere infrastrutturali più importanti del territorio, sono: Anas Spa, per 566, 5 milioni di euro; Abbanoa, per 26,5 milioni di euro, il Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico, per 25,3 milioni di euro; Rfi-Rete ferroviaria italiana, per 13 milioni di euro. «I dati certificano ciò che sosteniamo da tempo: investire prevalentemente nelle infrastrutture materiali aiuta in maniera importante l’economia di un territorio – sottolinea Mirko idili, segretario della Cisl Gallura -. Per questo insistiamo sulla realizzazione della strada Olbia-Santa Teresa quale driver di sviluppo. Ma se si vuole significativamente incrementare la capacità di generare ricchezza che rimanga nel territorio è necessario però ragionare quanto prima su due questioni: su programmazione e spendita di risorse nel turismo e nella cultura e su investimento nel capitale umano. Se si vuole ridurre significativamente il divario con le altre realtà produttive è sul capitale umano che bisogna investire – continua Idili -. Non andremo da nessuna parte se come sistema economico non ci sarà capacità di investire convintamente sul capitale umano quale elemento per implementare la capacità competitiva delle imprese del territorio». (g.d.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative