Sindaci in pressing sulla Regione per la nuova Provincia Gallura
di Serena Lullia
Scatta l’ultimatum: entro venerdì la proposta di legge nell’agenda della Commissione autonomia Si va verso la mobilitazione permanente: istituita una delegazione stabile guidata da Antonio Satta
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OLBIA. La Gallura dà l’ultimatum sulla provincia del nord-est ai capigruppo in consiglio regionale. Entro venerdì dovranno dire in modo chiaro se intendono portare in Commissione autonomia o direttamente in aula la proposta per far nascere la provincia del nord-est. Al momento l’unica certezza è che nella riunione di domani della commissione l’argomento non è stato inserito all’ordine del giorno.
«Ora servono fatti – afferma il sindaco Settimo Nizzi –. Ciò che c’è stato detto a Cagliari sono le cose che volevamo sentire. Ma sono le stesse che ci furono dette anche un anno fa. Da allora è cambiata solo la posizione dei Riformatori, promotori del referendum per l’abolizione delle provincie che ora, anche grazie al lavoro del partito a livello gallurese, hanno garantito che non ostacoleranno la nascita della provincia. Ora però i tempi stringono». I sindaci del territorio, insieme ai consiglieri regionali, alle forze sociali e ai sindacati dettano l’agenda coordinati dal presidente Antonio Satta. Pochi punti, ma chiari. Calendarizzazione della proposta di legge in commissione. Incontro con il presidente della Regione, Francesco Pigliaru per capire la sua posizione. Lunedì nuova riunione dei sindaci. Richiesta di proroga dei termini entro cui votare per i nuovi consigli provinciali di secondo livello. Dal 31 dicembre alla primavera. Delegazione permanente formata dal presidente Satta, consiglieri regionali, presidente Anci, il deputato Nardo Marino e un rappresentante delle forze sociali.
Ma il vero ostacolo arriva da un disegno di legge parallelo a firma di Luca Pizzuto, Sdp. Per istituire di nuovo anche le altre province soppresse. «Già nel 2001 quando da questo territorio arrivò forte la rivendicazione dell’autonomia altri territori, che non avevano certo le nostre caratteristiche, si aggregarono - afferma il consigliere regionale Psd’az Giovanni Satta -. Era un modo per non far nascere la nostra provincia. E oggi il copione si ripete. Non c’ é una sola rivendicazione che arriva dai quei territori. Quel disegno di legge è una presa in giro. Io non sono pronto a sostenere quella proposta. Per me il nostro disegno di legge deve entrare in aula subito, senza passare nemmeno dalla commissione». Su quel disegno di legge anche il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Meloni nutre delle forti perplessità: «Quando mi fu proposto di firmarla dissi no. Mi è sembrata strumentale allora e continua a sembrarmi oggi». Eppure, come spiega il consigliere regionale Fi, Giuseppe Fasolino, su quella proposta sembra concentrarsi l’attenzione del partito azzurro. «Due giorni dopo il nostro incontro a Cagliari la capogruppo Alessandra Zedda ha chiesto di poter esaminare la proposta Pizzuto – spiega –. Questo mi fa intuire che sia quella la strada che il partito intende seguire. Cosa che a noi poca interessa e che comunque non ostacola la nostra battaglia». Riporta il timone sulla rotta tracciata la scorsa settimana l’ ex deputato Gian Piero Scanu: «Noi non abbiamo titolo per farci portatori di interessi di altri territori. Non ci interessa entrare in conflitto con gli altri, dobbiamo proseguire sulla nostra strada».
«Ora servono fatti – afferma il sindaco Settimo Nizzi –. Ciò che c’è stato detto a Cagliari sono le cose che volevamo sentire. Ma sono le stesse che ci furono dette anche un anno fa. Da allora è cambiata solo la posizione dei Riformatori, promotori del referendum per l’abolizione delle provincie che ora, anche grazie al lavoro del partito a livello gallurese, hanno garantito che non ostacoleranno la nascita della provincia. Ora però i tempi stringono». I sindaci del territorio, insieme ai consiglieri regionali, alle forze sociali e ai sindacati dettano l’agenda coordinati dal presidente Antonio Satta. Pochi punti, ma chiari. Calendarizzazione della proposta di legge in commissione. Incontro con il presidente della Regione, Francesco Pigliaru per capire la sua posizione. Lunedì nuova riunione dei sindaci. Richiesta di proroga dei termini entro cui votare per i nuovi consigli provinciali di secondo livello. Dal 31 dicembre alla primavera. Delegazione permanente formata dal presidente Satta, consiglieri regionali, presidente Anci, il deputato Nardo Marino e un rappresentante delle forze sociali.
Ma il vero ostacolo arriva da un disegno di legge parallelo a firma di Luca Pizzuto, Sdp. Per istituire di nuovo anche le altre province soppresse. «Già nel 2001 quando da questo territorio arrivò forte la rivendicazione dell’autonomia altri territori, che non avevano certo le nostre caratteristiche, si aggregarono - afferma il consigliere regionale Psd’az Giovanni Satta -. Era un modo per non far nascere la nostra provincia. E oggi il copione si ripete. Non c’ é una sola rivendicazione che arriva dai quei territori. Quel disegno di legge è una presa in giro. Io non sono pronto a sostenere quella proposta. Per me il nostro disegno di legge deve entrare in aula subito, senza passare nemmeno dalla commissione». Su quel disegno di legge anche il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Meloni nutre delle forti perplessità: «Quando mi fu proposto di firmarla dissi no. Mi è sembrata strumentale allora e continua a sembrarmi oggi». Eppure, come spiega il consigliere regionale Fi, Giuseppe Fasolino, su quella proposta sembra concentrarsi l’attenzione del partito azzurro. «Due giorni dopo il nostro incontro a Cagliari la capogruppo Alessandra Zedda ha chiesto di poter esaminare la proposta Pizzuto – spiega –. Questo mi fa intuire che sia quella la strada che il partito intende seguire. Cosa che a noi poca interessa e che comunque non ostacola la nostra battaglia». Riporta il timone sulla rotta tracciata la scorsa settimana l’ ex deputato Gian Piero Scanu: «Noi non abbiamo titolo per farci portatori di interessi di altri territori. Non ci interessa entrare in conflitto con gli altri, dobbiamo proseguire sulla nostra strada».
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