arzachena
Lottizzazione abusiva a Rena reato prescritto, niente confisca
ARZACHENA. Reato di lottizzazione abusiva prescritto e restituzione dei lotti ai proprietari grazie alla pronuncia della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha stabilito che...
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ARZACHENA. Reato di lottizzazione abusiva prescritto e restituzione dei lotti ai proprietari grazie alla pronuncia della Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha stabilito che non ci può essere confisca se non è preceduta da una condanna penale. Vicenda giudiziaria chiusa, dunque, per il lottizzante e i 12 proprietari degli altrettanti lotti realizzati tra il 2003 e il 2005 nell’agro di Arzachena, in località Rena. L’accusa mossa dalla Procura della Repubblica nei loro confronti era di lottizzazione abusiva per aver realizzato in terreno agricolo delle residenze anziché case coloniche con la trasformazione urbanistica del terreno da agricolo a residenziale, in contrasto con la lo strumento urbanistico vigente in quell’area. Il proprietario del terreno agricolo aveva frazionato l’area in dodici lotti di circa un ettaro ciascuno e dopo averne tenuto uno per sé, aveva venduto gli altri. L’inchiesta della Procura di Tempio era scattata in seguito ai controlli degli uomini della Forestale che avevano individuato una strada abusiva. Da lì, erano partiti gli accertamenti fino alla contestazione del reato di lottizzazione abusiva. La lunga vicenda giudiziaria era finita, tramite i difensori degli imputati, all’attenzione della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, rimettendo, infine, tutto alla Grande Chambre della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel frattempo è arrivata la prescrizione del reato. Ieri, il giudice Marco Contu – pm Gianmario Vargiu – ha letto sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione con conseguente restituzione dei lotti grazie al pronunciamento della Grande Chambre.
Gli imputati erano difesi tra gli altri, dagli avvocati Mario Perticarà, Sergio Diomedi, Marco Petitta. (t.s.)
Gli imputati erano difesi tra gli altri, dagli avvocati Mario Perticarà, Sergio Diomedi, Marco Petitta. (t.s.)
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