Olbia, autistico a casa: a scuola non c’è posto
Stefania Puorro
Per Luca, 6 anni e mezzo, non è stata trovata una classe in città. I genitori: «Mandarlo a Murta Maria? Troppo lontano»
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OLBIA. Luca è un bimbo di sei anni e mezzo. I suoi occhi sono vispi. E si incantano al rumore della pioggia che batte contro i vetri della finestra. Poi, improvvisamente, balla. Sì, ama tanto ballare e ha uno spiccato senso del ritmo. I suoi genitori sorridono, ma non lo perdono di vista nemmeno per un secondo. Potrebbe farsi male, cercando di inventarsi un gioco inconsapevolmente pericoloso.
Luca è un bambino autistico, che trascorre le sue mattine a casa. Dovrebbe essere a scuola. Ma per lui, a Olbia, non c’è posto. Da nessuna parte. Una soluzione, in realtà, il Comune l’ha appena trovata: all’istituto comprensivo di Loiri-Porto San Paolo, nella sede di Murta Maria. Ma i genitori del bambino non hanno potuto accettare questa sistemazione così lontana «perché per noi rappresenta un grave problema». Luigi, 41 anni, e la sua compagna Maria, di 44, spiegano il motivo. «Io, in questo periodo, e devo dire fortunatamente, sto lavorando - dice Luigi -. E non potrei accompagnare il bambino al molo Brin da dove, come il Comune ci ha spiegato, dovrebbe prendere il pullman per raggiungere Murta Maria». «E io - spiega la compagna - non ho la patente, ho seri problemi alla schiena e non ce la farei a raggiungere a piedi quella fermata visto che abitiamo in periferia, ma dalla parte opposta della città. C’è da poi da considerare che il bambino rientrerebbe a casa solo al pomeriggio, e non è nelle condizioni di rimanere a scuola per così tante ore». Luigi e Maria non se la prendono con il Comune e nemmeno con i dirigenti scolastici con cui hanno parlato. «Tutti hanno fatto il possibile. L’assistente sociale del Comune, che ha preso a cuore il nostro caso e che continua a darsi da fare, ha anche inviato lettere alle varie scuole di Olbia alla ricerca di un posto per Luca. Ma non è servito. Poi la soluzione del Comprensivo di Loiri-Porto San Paolo che, come detto, per noi non è praticabile. Nello stesso tempo abbiamo avuto modo di parlare con alcuni dirigenti scolastici. Uno di loro, mortificato e impotente, ci ha addirittura spiegato di avere nelle sedi di sua competenza tanti bambini con diverse patologie e di averli sistemati con difficoltà».
Luigi e Maria sono demoralizzati ma non vogliono smettere di lottare. «Non è una presa di posizione, la nostra. Mandare a scuola il bambino così lontano, per noi rappresenta un ostacolo immenso. Ed è per questo che chiediamo un ulteriore sforzo per Luca».
I problemi, tra l’altro, non sono finiti qui. «Abbiamo inoltrato tutta la documentazione per ottenere la “104”, ma da tre mesi stiamo aspettando una chiamata dall’Inail affinché Luca possa essere valutato da un’équipe di esperti. Ancora, però, non è arrivato nessun segnale».
Una vita piena di sacrifici, quella di Luigi e Maria. Entrambi hanno alle spalle una precedente relazione e quando hanno cominciato a frequentarsi lei aveva già 4 figli e lui una. Tra loro è nato un grande amore e sono andati a vivere tutti insieme. Poi l’arrivo di Luca, che ha portato altra gioia nella famiglia allargata. «E’ proprio così - dicono Luigi e Maria -: siamo felici. I nostri rispettivi figli si adorano, tutti loro amano Luca e siamo anche nonni di sei nipoti». C’è tanto amore, nella loro casa, ma si capisce anche che faticano a tirare avanti. Tanti affitti da pagare, ma anche tanta voglia di non mollare mai. Luigi trova sempre impieghi saltuari, Maria viene aiutata con i lavori socialmente utili. «Anche se non è molto, cerchiamo sempre di essere positivi. Ma quando ti senti dire, in mezzo a tanti “mi dispiace”, che per tuo figlio non c’è posto in una a scuola nella tua città, è difficile far finta di niente».
Luca è un bambino autistico, che trascorre le sue mattine a casa. Dovrebbe essere a scuola. Ma per lui, a Olbia, non c’è posto. Da nessuna parte. Una soluzione, in realtà, il Comune l’ha appena trovata: all’istituto comprensivo di Loiri-Porto San Paolo, nella sede di Murta Maria. Ma i genitori del bambino non hanno potuto accettare questa sistemazione così lontana «perché per noi rappresenta un grave problema». Luigi, 41 anni, e la sua compagna Maria, di 44, spiegano il motivo. «Io, in questo periodo, e devo dire fortunatamente, sto lavorando - dice Luigi -. E non potrei accompagnare il bambino al molo Brin da dove, come il Comune ci ha spiegato, dovrebbe prendere il pullman per raggiungere Murta Maria». «E io - spiega la compagna - non ho la patente, ho seri problemi alla schiena e non ce la farei a raggiungere a piedi quella fermata visto che abitiamo in periferia, ma dalla parte opposta della città. C’è da poi da considerare che il bambino rientrerebbe a casa solo al pomeriggio, e non è nelle condizioni di rimanere a scuola per così tante ore». Luigi e Maria non se la prendono con il Comune e nemmeno con i dirigenti scolastici con cui hanno parlato. «Tutti hanno fatto il possibile. L’assistente sociale del Comune, che ha preso a cuore il nostro caso e che continua a darsi da fare, ha anche inviato lettere alle varie scuole di Olbia alla ricerca di un posto per Luca. Ma non è servito. Poi la soluzione del Comprensivo di Loiri-Porto San Paolo che, come detto, per noi non è praticabile. Nello stesso tempo abbiamo avuto modo di parlare con alcuni dirigenti scolastici. Uno di loro, mortificato e impotente, ci ha addirittura spiegato di avere nelle sedi di sua competenza tanti bambini con diverse patologie e di averli sistemati con difficoltà».
Luigi e Maria sono demoralizzati ma non vogliono smettere di lottare. «Non è una presa di posizione, la nostra. Mandare a scuola il bambino così lontano, per noi rappresenta un ostacolo immenso. Ed è per questo che chiediamo un ulteriore sforzo per Luca».
I problemi, tra l’altro, non sono finiti qui. «Abbiamo inoltrato tutta la documentazione per ottenere la “104”, ma da tre mesi stiamo aspettando una chiamata dall’Inail affinché Luca possa essere valutato da un’équipe di esperti. Ancora, però, non è arrivato nessun segnale».
Una vita piena di sacrifici, quella di Luigi e Maria. Entrambi hanno alle spalle una precedente relazione e quando hanno cominciato a frequentarsi lei aveva già 4 figli e lui una. Tra loro è nato un grande amore e sono andati a vivere tutti insieme. Poi l’arrivo di Luca, che ha portato altra gioia nella famiglia allargata. «E’ proprio così - dicono Luigi e Maria -: siamo felici. I nostri rispettivi figli si adorano, tutti loro amano Luca e siamo anche nonni di sei nipoti». C’è tanto amore, nella loro casa, ma si capisce anche che faticano a tirare avanti. Tanti affitti da pagare, ma anche tanta voglia di non mollare mai. Luigi trova sempre impieghi saltuari, Maria viene aiutata con i lavori socialmente utili. «Anche se non è molto, cerchiamo sempre di essere positivi. Ma quando ti senti dire, in mezzo a tanti “mi dispiace”, che per tuo figlio non c’è posto in una a scuola nella tua città, è difficile far finta di niente».
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