La Nuova Sardegna

Olbia

Cardiopatico denuncia: ecografie solo in trasferta

di Angelo Mavuli
Cardiopatico denuncia: ecografie solo in trasferta

La protesta di un pensionato che si è rivolto al Cup per prenotare l’esame: non ci sono posti né a Olbia, né a Sassari. Le alternative sono Nuoro e Oristano

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TEMPIO. Un cardiopatico tempiese di oltre 85 anni, già sottoposto alcuni anni fa a Cagliari a una complessa operazione a cuore aperto e che, periodicamente, ha necessità, fra gli altri controlli, di eseguire una ecografia addominale completa, qualche giorno fa si è visto rifiutare dal Cup la prestazione per “mancanza del calendario”, con conseguente invito a recarsi a Oristano o Nuoro. Alle rimostranze del pensionato, l’operatrice avrebbe spiegato che ora come ora è praticamente impossibile fare questo tipo di esame a Tempio, a Olbia e anche a Sassari per mancanza di posti liberi. Sino al 31 dicembre di quest’anno, dunque, non si può fare una ecografia a addominale completa. Diventa però anche impossibile prenotarla per il prossimo anno. Né l’azienda di Sassari né la Assl di Olbia, infatti, sarebbero state in grado finora, di predisporre una agenda per l’effettuazione delle ecografie. Costernato il pensionato per il quale non rimangono che tre alternative. «La prima - dice l’uomo -, è quella di fare la visita a pagamento. Cosa ingiusta che, qualche anno fa forse, non mi sarebbe comunque pesata e che oggi, invece, incide molto sul mio bilancio. La seconda - prosegue il pensionato - è quella di recarmi d Oristano o Nuoro. Al di la dell’aspetto economico, devo rilevare che oltre al peso del viaggio, due ore e 15 minuti ad Oristano, e un’ ora e 49 minuti a Nuoro, per il quale dovrò pagare anche qualcuno che mi accompagni, devo presentarmi a digiuno almeno da sei ore, non devo avere urinato nelle due ore precedenti l’esame, mentre devo avere bevuto un litro d’acqua un’ora prima dell’esame. Tutte prescrizioni mediche che sarebbe facile osservare se potessi fare l’esame a Tempio o al massimo a Olbia. La terza alternativa - dice infine l’uomo, facendo i debiti scongiuri - è quella di arrivare vivo all’appuntamento che ovviamente non ho ancora fissato perché prima devo trovare chi mi accompagna». Il pensionato spiega anche che il controllo, cui periodicamente deve suo malgrado sottoporsi, serve per tenere sotto contro quello che viene definito dai medici “l’aneurisma aortico” l'abnorme dilatazione di un tratto dell'aorta, dovuta al cedimento della componente elastica della parete vasale, indebolita dall’operazione cuore aperto da lui subita diversi anni fa.



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