La Nuova Sardegna

Olbia

Nell’Area marina alla scoperta della biodiversità

di Giandomenico Mele
Nell’Area marina alla scoperta della biodiversità

Corsi di immersione con l’esperto Francesco Luigi Cinelli «Esempio virtuoso di riserva con specie quasi scomparse»

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OLBIA. Nel profondo degli abissi a scoprire i mutamenti della fauna e flora marina, i principi della biodiversità, ma soprattutto l’estrema importanza della tutela, con la funzione preminente delle Aree marine protette nel percorso di conservazione di ecosistemi bellissimi ma fragilissimi. Insieme ai suoi studenti a Tavolara, tra una immersione e un corso scientifico, c’è Francesco Luigi Cinelli, uno dei padri della biologia marina italiana e pioniere della ricerca subacquea. Docente in pensione all’università di Pisa, insieme ai colleghi Colantoni e De Strobel, nell’86 fondò l’International school for scientific diving, diventata un’eccellenza nelle immersioni a scopo scientifico. Cinelli nei giorni scorsi ha tenuto un corso per 23 allievi provenienti da tutta Italia. Alta formazione. Protagonista del progetto l’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, con il direttore Augusto Navone che ha fortemente voluto questa esperienza formativa, all’interno del progetto che vede l’Amp in prima linea nella strategia di alta formazione insieme all’Università di Sassari, nell’ambito del corso biennale per il conseguimento della laurea specialistica in Gestione dell’ambiente e del territorio marino. «Tavolara ha qualcosa di unico nel suo genere, un punto ricco di biodiversità, che rappresenta uno degli esempi più virtuosi di come l’istituzione di una riserva abbia consentito di incrementare la conservazione dell’ambiente – sottolinea il professor Cinelli -. Abbiamo visto con i nostri occhi cernie e orate di dimensioni importanti, specie quasi completamente scomparse da altre zone del Mediterraneo». La tutela vista come opportunità, l’Area marina protetta come acme di una politica lungimirante di conservazione, ma anche luogo di crescita sociale ed economica per i territori interessati. Il binomio esiste e vince. «L’Amp di Tavolara cura molto gli aspetti di alta formazione, che consentono di studiare l’ambiente marino subacqueo in tutti i suoi aspetti – sottolinea Cinelli -. Tavolara ha un ambiente marino sano, un luogo a suo modo unico nel quale la competizione tra specie invasive ed autoctone si risolve a favore di queste ultime, mantenendo i fondali in buona salute».

La poseidonia. L’unicità di Tavolara nel contesto del Mediterraneo è data anche da una estesissima prateria di poseidonia sottomarina. «Garantisce una grande produzione di ossigeno nell’ambiente sottomarino, protegge le coste dall’erosione, costituisce nutrimento per le specie animali e vegetali – spiega Cinelli -. La funzione di stabilizzazione dei fondali è rilevante, la poseidonia costituisce una barriera naturale al moto ondoso, qui a Tavolara abbiamo potuto osservare che la prateria si sta sviluppando, invece di regredire, a differenza di molti altri contesti del Mediterraneo». Gli allievi del corso rappresentano in modo empirico l’interesse esteso in tutta Italia: studenti e appassionati da Bolzano alla Sicilia, con 8 allievi dell’università di Sassari. Le immersioni costruiscono una lezione a diretto contatto con i misteri delle profondità marine. «Il nostro è un corso che fa vedere sul campo come fare ricerca scientifica, con una metodologia di immersione che è andata affinandosi negli anni. I risultati delle ricerche permettono alle istituzioni interessate di valutare gli impatti».

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