Il sindaco: c’è tanto da fare ma non siamo stati fermi
di Angelo Mavuli
Biancareddu elenca tutti gli interventi in corso, quelli conclusi e i nuovi progetti E sul metro cubo zero dice: a tanti incontri gli investitori non si sono presentati
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TEMPIO. A distanza di circa 20 mesi dalla scadenza del suo mandato amministrativo, fissato fra marzo e maggio del 2020, Andrea Biancareddu convoca una conferenza stampa affiancato da alcuni assessori e da diversi funzionari. Un incontro voluto dal sindaco per rispondere alle critiche, sempre più frequenti, che arrivano dalle opposizioni, da associazioni di vario genere e anche da semplici cittadini, “adusi magari a lamentarsi per partito preso”.
Metro cubo zero.Fra le altre cose, Biancareddu non manca di dare la sua versione sulla fuga degli investitori del progetto Turismo a metro cubo zero. «Più volte, nei mesi scorsi - accusa Biancareddu -, non si sono presentati agli appuntamenti. Li aspettavamo a luglio e poi ad agosto ma in entrambe le date non si sono presentati. Ora appaiono le loro dichiarazioni sui giornali e la cosa mi sorprende. Noi, siamo sempre qui. Posso annunciare comunque che martedì prossimo 9 ottobre abbiamo già programmato con loro un incontro in Comune durante il quale credo che il tutto sarà chiarito». C’è un problema, però. Andrea Azara, ideatore del progetto, assieme alla moglie Giovanna Cannas, sentito sulla questione ha dichiarato: «Pparliamo due lingue diverse e non vale più la pena di perdere tempo». Le versioni, quindi, sono contrastanti.
La relazione. Appassionata e lunghissima la relazione del sindaco su quanto ha fatto e su quanto si dovrà fare. «Partiamo da una città - dice - che ha oggi una realtà e un potenziale che non va messo a dormire ma va fatto fruttare. Una città di cui andare orgogliosi. Mi dispiace che spesso appaia diversa e peggiore da come è in realtà. Vanno bene le voci critiche, i consigli, le opinioni e anche gli attacchi politici contro il sindaco ma è ingiusto far passare la città per quello che non è e danneggiarne in questo modo l'immagine». Biancareddu riferisce quindi che proprio per valorizzare quello che già esiste, la giunta ha deliberato di rivolgersi a specialisti della comunicazione e del marketing per valorizzare il “marchio” Tempio.
Realtà, non sogni. «Oggi - prosegue il sindaco -, non parlerò di sogni ma solo ed esclusivamente di quanto ha già una copertura di bilancio». L’elenco è lunghissimo: percorso dalla stazione a Piazza XXV aprile, realizzazione di marciapiedi, parcheggi sotto il Parco Grandi, posizionamento di nuovi giochi in diverse parti della città e inaugurazione del museo della Brigata Sassari. «Ora - afferma ancora Biancareddu - stiamo intervenendo su Piazza XXV Aprile che rifaremo per intero. Sono stati ripuliti i muri di fronte all'Ex Gauss e quelli dell'ingresso di Tempio, abbiamo collocato i pannelli per la pubblicità, dobbiamo rifare la facciata del Comune, abbiamo fatto i marciapiedi al Corso in granito, realizzato e ampliato la rotatoria di San Giuseppe, tutti i marciapiedi nella Circonvallazione, e in viale Giovanni XXIII abbattendo le barriere architettoniche e speso oltre 400 mila euro in nuovi manti d'asfalto e realizzato la rotatoria amovibile di Via Angioi. L’elenco sul quale sarà ancora necessario riferire prosegue lunghissimo con opere di rilievo come quella, ad esempio, dell'illuminazione pubblica ed altro ancora. C'è ancora tanto da fare - conclude Biancareddu -, ma molto è stato fatto».
Metro cubo zero.Fra le altre cose, Biancareddu non manca di dare la sua versione sulla fuga degli investitori del progetto Turismo a metro cubo zero. «Più volte, nei mesi scorsi - accusa Biancareddu -, non si sono presentati agli appuntamenti. Li aspettavamo a luglio e poi ad agosto ma in entrambe le date non si sono presentati. Ora appaiono le loro dichiarazioni sui giornali e la cosa mi sorprende. Noi, siamo sempre qui. Posso annunciare comunque che martedì prossimo 9 ottobre abbiamo già programmato con loro un incontro in Comune durante il quale credo che il tutto sarà chiarito». C’è un problema, però. Andrea Azara, ideatore del progetto, assieme alla moglie Giovanna Cannas, sentito sulla questione ha dichiarato: «Pparliamo due lingue diverse e non vale più la pena di perdere tempo». Le versioni, quindi, sono contrastanti.
La relazione. Appassionata e lunghissima la relazione del sindaco su quanto ha fatto e su quanto si dovrà fare. «Partiamo da una città - dice - che ha oggi una realtà e un potenziale che non va messo a dormire ma va fatto fruttare. Una città di cui andare orgogliosi. Mi dispiace che spesso appaia diversa e peggiore da come è in realtà. Vanno bene le voci critiche, i consigli, le opinioni e anche gli attacchi politici contro il sindaco ma è ingiusto far passare la città per quello che non è e danneggiarne in questo modo l'immagine». Biancareddu riferisce quindi che proprio per valorizzare quello che già esiste, la giunta ha deliberato di rivolgersi a specialisti della comunicazione e del marketing per valorizzare il “marchio” Tempio.
Realtà, non sogni. «Oggi - prosegue il sindaco -, non parlerò di sogni ma solo ed esclusivamente di quanto ha già una copertura di bilancio». L’elenco è lunghissimo: percorso dalla stazione a Piazza XXV aprile, realizzazione di marciapiedi, parcheggi sotto il Parco Grandi, posizionamento di nuovi giochi in diverse parti della città e inaugurazione del museo della Brigata Sassari. «Ora - afferma ancora Biancareddu - stiamo intervenendo su Piazza XXV Aprile che rifaremo per intero. Sono stati ripuliti i muri di fronte all'Ex Gauss e quelli dell'ingresso di Tempio, abbiamo collocato i pannelli per la pubblicità, dobbiamo rifare la facciata del Comune, abbiamo fatto i marciapiedi al Corso in granito, realizzato e ampliato la rotatoria di San Giuseppe, tutti i marciapiedi nella Circonvallazione, e in viale Giovanni XXIII abbattendo le barriere architettoniche e speso oltre 400 mila euro in nuovi manti d'asfalto e realizzato la rotatoria amovibile di Via Angioi. L’elenco sul quale sarà ancora necessario riferire prosegue lunghissimo con opere di rilievo come quella, ad esempio, dell'illuminazione pubblica ed altro ancora. C'è ancora tanto da fare - conclude Biancareddu -, ma molto è stato fatto».
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