Grande festa tra i nigeriani: più forza con l’associazione
di Paolo Ardovino
È nata la “Nigerian community” che riunisce un centinaio di iscritti Il presidente Arrow Kobbina: «Il nostro scopo è far sapere che esistiamo»
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OLBIA. «Far sapere che esistiamo»: questo lo scopo della Nigerian Community Association, che passa attraverso le parole del presidente Arrow Kobbina, il più anziano dei membri. Da lui è partita l'idea di formare una grande associazione, «semplicemente perché mi sono accorto che in città cominciavamo ad essere davvero in tanti», spiega, mentre attorno è festa. Sì perché ieri, oltre ad inaugurare la fondazione di questo grande gruppo, è stata anche l'occasione per festeggiare tutti insieme un importante anniversario: i 58 anni dall'indipendenza della Nigeria dal Regno Unito. Mica poco. E infatti verso le 17, l'Expo di via Porto Romano si è trasformato in una grande sala festeggiamenti. «Noi puntualmente da anni festeggiamo per ricordare l'indipendenza, appunto, però stavolta è bello farlo tutti insieme», commenta ancora Kobbina, mentre un altro membro dell'associazione imbraccia la telecamera, accende il flash e annuisce alle parole di quello che da ora è il suo rappresentante nel territorio. «Quello che ci ha convinti a formare l'associazione è la voglia di far sapere ad Olbia che noi siamo qui, esistiamo, e abbiamo la nostra comunità». Chiaro. In fondo nella sola città sono circa cento i nigeriani presenti, ma la neo nata associazione si promette di allargare l'orizzonte alla Gallura. «Non lo nascondo, qualche problema ogni tanto viene fuori, ma proprio per questo ho chiamato tutti a raccolta e insieme si può fare qualcosa. Certo, non è facile - continua Kobinna, stabilitosi ad Olbia ormai da diciotto anni -, ma d'ora in poi ci muoviamo da gruppo, da vera associazione». Dello stesso avviso anche quello che è stato scelto come vice presidente, Harrison Efe Okhuaherobo, anche lui da diversi anni in terra olbiese. All'unisono arrivano i ringraziamenti all'amministrazione comunale, che si è dimostrata favorevole alla realizzazione dell'evento. La festa poi è continuata sino ad ora di cena, con musica e momenti di intrattenimento. Solo alcuni di loro hanno indossato tradizionali vestiti africani, praticamente tutti però mostravano fieri - chi cucita sulla maglia, chi con un piccolo stemma - la bandiera bianca e verde a tre bande verticali della Nigeria. Un paese che ha conosciuto il colonialismo inglese e nel 1960 ha ottenuto l'indipendenza ma che, proprio dagli anni sessanta, si porta dietro una situazione difficile sulla scia di diverse guerre civili. Mai come ora "integrazione" è la parola chiave. E non a caso la serata di ieri ha fatto seguito all'incontro della scorsa settimana tra rappresentanti del Senegal e imprenditori locali. Realtà, quella senegalese e questa nigeriana, che da anni ormai fanno parte del contesto olbiese.
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