Si fingono poveri per evitare il ticket: la Finanza li scopre
Esenzione fasulla per quattro galluresi e un romeno Dovranno pagare una multa e rimborsare le prestazioni
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OLBIA. Il ticket sanitario, loro, avrebbero dovuto pagarlo. Ma per non tirare fuori un soldo e ottenere comunque la prestazione, hanno usato false certificazioni relative al reddito. Si sono insomma spacciati per finti poveri.
Ma il gruppo di Olbia della Guardia di Finanza, impegnato anche per controllare la spesa sanitaria, li ha smascherati. Sono cinque, in tutto: quattro sono galluresi e l’ultimo è un romeno che vive nel territorio. Non sono stati denunciati, comunque, ma multati. E, ovviamente, dovranno anche rimborsare i costi delle prestazioni non pagate.
L’azione dei finanzieri di Olbia, come si precisa in un comunicato diffuso ieri dal Comando provinciale di Sassari, aveva lo scopo di verificare la sussistenza dei requisiti necessari per l’accesso al beneficio (l’esenzione, appunto), accertando la corrispondenza tra quanto dichiarato con l’autocertificazione in merito alla propria consistenza reddituale e quanto censito dalle banche dati. Dopo un’accurata attività investigativa, è stato così scoperto che la situazione economica di cinque persone non rientrava nei parametri che danno diritto al beneficio pubblico: il reddito dei rispettivi nuclei familiari, infatti, superava i limiti previsti per ottenere l’esenzione e le domande inoltrate (se fossero state presentate in modo regolare) sarebbero state respinte.
I militari del gruppo di Olbia, guidati dal maggiore Marco Salvagno, hanno quindi scoperto che i cinque utenti, tutti residenti nella circoscrizione del Reparto e quindi in Gallura, erano in realtà finti poveri che avevano comunque ottenuto prestazioni farmaceutiche e visite specialistiche senza tirare fuori un euro per il ticket. Tutti loro dovranno pagare una multa pari al triplo del beneficio ottenuto e poi, appunto, rimborsare i soldi delle prestazioni.
L’attività organizzata dal comando provinciale per il controllo della spesa sanitaria, «rientra in una più vasta azione della guardia di finanza finalizzata a evitare lo spreco di risorse pubbliche con particolare riferimento alle frodi nel settore della sanità» .
Ma il gruppo di Olbia della Guardia di Finanza, impegnato anche per controllare la spesa sanitaria, li ha smascherati. Sono cinque, in tutto: quattro sono galluresi e l’ultimo è un romeno che vive nel territorio. Non sono stati denunciati, comunque, ma multati. E, ovviamente, dovranno anche rimborsare i costi delle prestazioni non pagate.
L’azione dei finanzieri di Olbia, come si precisa in un comunicato diffuso ieri dal Comando provinciale di Sassari, aveva lo scopo di verificare la sussistenza dei requisiti necessari per l’accesso al beneficio (l’esenzione, appunto), accertando la corrispondenza tra quanto dichiarato con l’autocertificazione in merito alla propria consistenza reddituale e quanto censito dalle banche dati. Dopo un’accurata attività investigativa, è stato così scoperto che la situazione economica di cinque persone non rientrava nei parametri che danno diritto al beneficio pubblico: il reddito dei rispettivi nuclei familiari, infatti, superava i limiti previsti per ottenere l’esenzione e le domande inoltrate (se fossero state presentate in modo regolare) sarebbero state respinte.
I militari del gruppo di Olbia, guidati dal maggiore Marco Salvagno, hanno quindi scoperto che i cinque utenti, tutti residenti nella circoscrizione del Reparto e quindi in Gallura, erano in realtà finti poveri che avevano comunque ottenuto prestazioni farmaceutiche e visite specialistiche senza tirare fuori un euro per il ticket. Tutti loro dovranno pagare una multa pari al triplo del beneficio ottenuto e poi, appunto, rimborsare i soldi delle prestazioni.
L’attività organizzata dal comando provinciale per il controllo della spesa sanitaria, «rientra in una più vasta azione della guardia di finanza finalizzata a evitare lo spreco di risorse pubbliche con particolare riferimento alle frodi nel settore della sanità» .
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