Un paradiso per gli amanti della natura
Nell’area si praticavano numerose attività. La ricostruzione dopo l’alluvione
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OLBIA. Fiume, prati, giochi e animali. Il parco del Padrongianus, 33 ettari, per sei anni è stato frequentato da grandi e piccoli. Un grande polmone verde ricavato sulle sponde del fiume, tra la pista dell’aeroporto e il Mater Olbia, pensato proprio per permettere a tutti di scoprire i tesori della natura. La cooperativa che gestiva la struttura, oltre a garantire il funzionamento del parco fluviale, organizzava anche una serie di interessanti attività di educazione ambientale. Inoltre all’interno del parco si poteva passeggiare lungo i sentieri e raggiungere il nuraghe Torra. Poi si potevano affittare le biciclette e le canoe per raggiungere la foce del fiume, in pieno golfo. Si organizzavano laboratori per bambini, visite guidate per le scuole, eventi culturali e anche feste di compleanno. Il parco si autoalimentava attraverso un impianto fotovoltaico, oggi messo a rischio dall’abbandono. Ricco di specie animali e vegetali, che popolano sia le sponde che l’acqua del fiume, il parco era stato semi distrutto dall’ondata di piena dell’alluvione del 18 novembre 2013. L’acqua aveva devastato anche il ponticello di legno che collegava le due sponde, mai più ricostruito. Dopo uno stop di 8 mesi, la Provincia era riuscita comunque a riaprirlo investendo decine di migliaia di euro. Nel 2015, una volta esauriti i fondi, la chiusura definitiva. Su Facebook era anche nata una pagina gestita da abituali frequentatori del Padrongianus che chiedevano la riapertura del parco.
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