Contributi per l’alluvione, anni d’attesa
Ancora documenti e graduatorie per i danneggiati dai cicloni del 2013 e del 2015
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OLBIA. Cinque anni dalla prima tragica alluvione, il 18 novembre 2013, tre dalla seconda, quella del 2 ottobre 2015. E ancora c’è chi aspetta contributi e risarcimenti per i danni subiti. Non le vite umane naturalmente, ma i danni alle case e alle aziende quelli sì. Una beffa. I tempi biblici della macchina dei risarcimenti sono pari solo a quelli inaccettabili dell’adozione dei piani di prevenzione. Nel senso che cinque anni dopo il passaggio devastante del ciclone Cleopatra Olbia non ha ancora un suo piano di mitigazione del rischio idrogeologico. Che si chiami Mancini oppure Technital, non c’è e basta.
Per quanto riguarda contributi e risarcimenti, in realtà i soldi sono ancora ben lontani dalle tasche dei cittadini danneggiati. Lo scorso luglio, ad esempio sono stati pubblicati sul sito Internet del Comune (che non ha alcuna colpa, avendo solo dato seguito alle procedure nazionali per l’erogazione) gli elenchi dei soggetti beneficiari del contributo regionale (una delibera della giunta regionale del 23 dicembre 2015). In tutto si tratta di un milione 107 mila euro circa per le attività produttive e di un milione 421 mila euro per i privati. Per l’incasso una procedura lunga: i beneficiari hanno ricevuto (forse) a giro di posta raccomandata la comunicazione con allegati i moduli per le necessarie dichiarazioni. Gli stessi moduli, debitamente compilati, dovrebbero essere trasmessi al protocollo generale del Comune a mano oppure via Pec. Una volta ricevuta la documentazione richiesta, l’amministrazione comunale può istruire le pratiche e procederà con la liquidazione degli importi in base alle istruttorie delle pratiche stesse. Adesso la trafila si ripete per la seconda alluvione, quella dell’ottobre 2015. Il Consiglio dei ministri ha definito la procedura per la concessione dei contributi ai soggetti privati che hanno subito danni (segnalati con le schede B). Le domande si presentano entro il 23 ottobre e i documenti per poter partecipare al bando sono pubblicati nel sito Internet del Comune. Le modalità sono uguali a quelle già approntate per l’alluvione del 2013. Anche in questo caso, per poter incassare qualche soldo si dovrà aspettare.
Per quanto riguarda contributi e risarcimenti, in realtà i soldi sono ancora ben lontani dalle tasche dei cittadini danneggiati. Lo scorso luglio, ad esempio sono stati pubblicati sul sito Internet del Comune (che non ha alcuna colpa, avendo solo dato seguito alle procedure nazionali per l’erogazione) gli elenchi dei soggetti beneficiari del contributo regionale (una delibera della giunta regionale del 23 dicembre 2015). In tutto si tratta di un milione 107 mila euro circa per le attività produttive e di un milione 421 mila euro per i privati. Per l’incasso una procedura lunga: i beneficiari hanno ricevuto (forse) a giro di posta raccomandata la comunicazione con allegati i moduli per le necessarie dichiarazioni. Gli stessi moduli, debitamente compilati, dovrebbero essere trasmessi al protocollo generale del Comune a mano oppure via Pec. Una volta ricevuta la documentazione richiesta, l’amministrazione comunale può istruire le pratiche e procederà con la liquidazione degli importi in base alle istruttorie delle pratiche stesse. Adesso la trafila si ripete per la seconda alluvione, quella dell’ottobre 2015. Il Consiglio dei ministri ha definito la procedura per la concessione dei contributi ai soggetti privati che hanno subito danni (segnalati con le schede B). Le domande si presentano entro il 23 ottobre e i documenti per poter partecipare al bando sono pubblicati nel sito Internet del Comune. Le modalità sono uguali a quelle già approntate per l’alluvione del 2013. Anche in questo caso, per poter incassare qualche soldo si dovrà aspettare.
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