Lavoro negato a un africano «Ma la città non è razzista»

La vicenda del giovane non assunto in pizzeria “perché non gradito dai clienti” Sindaco e associazioni d’accordo: «Siamo un esempio di inclusione sociale»

TEMPIO. Quel che conta è l’accaduto, la sostanza, non tanto l’identità di chi può sentirsi offeso o di chi dell’offesa potrebbe essere, invece, l’autore. Se si dovesse riassumere in poche parole ciò che molti hanno pensato dopo aver appreso la notizia di un giovane africano al quale sarebbe stato negato il lavoro per timore di perdere clienti, questa potrebbe essere la sintesi più efficace. Sono tanti i tempiesi che la pensano così e che ora si interrogano sulla gravità dell’accaduto. Uno di questi è il sindaco Andrea Biancareddu che, nella duplice veste di primo cittadino con delega ai Servizi sociali, precisa subito che la sua non è una città razzista. Che sarebbe un po’ come dire che l’episodio è isolato e che potrebbe avere contorni meno gravi di quanto possa apparire. Il sindaco tiene piuttosto a dire che Tempio può essere vista come un esempio positivo di inclusione. «Se per i progetti della Pischinaccia ci hanno assegnato 3 milioni di euro, è perché ne hanno valutato e apprezzato la capacità di accogliere e includere i soggetti a cui sono destinati. C’è poi da dire che se è vero che non abbiamo formalmente accolto cento migranti, ne abbiamo però ospitati più di seicento, agendo in accordo con Caritas e Diocesi e sistemandoli in strutture e famiglie. C’è, quindi, una Tempio solidale e ospitale che non può e non vuole corrispondere all’immagine che qualcuno potrebbe essersi fatto in questi giorni, in seguito alla vicenda del giovane africano che non ha trovato lavoro in una pizzeria perché altrimenti una parte della clientela sarebbe andata in un altro esercizio». “Ragioni” che fanno intendere quanto sia complicato il caso. «Per questo - sostiene Maria Luisa Sari, coordinatrice del Cif comunale - non si può giudicare il titolare di un esercizio commerciale che tenta con fatica di guadagnare quanto gli serve per vivere. Ma proprio questo fatto, mi fa dire che l’associazione che rappresento ha fatto bene a scegliere da tempo dei progetti concreti per l’inclusione sociale, sui quali bisognerà ancora investire».

Si tratta di progetti di alfabetizzazione per donne straniere e giovani migranti, di cui quest’anno verrà riproposta l’esperienza. Utili, secondo alcuni, come il pane e il lievito di cui sono fatte certe pizze. Fa parte dell’associazionismo locale anche Gianni Monteduro, ex assessore ai Servizi sociali nella giunta Frediani. «In tempi di barbarie politica, in cui la violenza verbale di esponenti del governo nazionale soffia opportunisticamente sul fuoco dell'intolleranza e dell'odio razziale, è responsabilità di ogni comunità reagire per testimoniare concretamente i valori universali della solidarietà, dell'accoglienza e della fratellanza. Credo che la nostra comunità abbia i requisiti per esprimere fattivamente questi valori». Un auspicio che a Tempio sono in molti a voler fare loro.

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