La Procura gli contesta venti roghi
Le indagini scattate il 16 settembre 2017 grazie ai filmati della videosorveglianza
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SANTA TERESA. Sono una ventina i roghi che la Procura attribuisce alla mano armata di accendino e diavolina di Francesco Occhioni. Tutti nel territorio di Santa Teresa. Col suo arresto, gli investigatori ritengono di aver interrotto una catena di incendi che per tutta l’estate ha tenuto in ansia il territorio. Fiamme con cadenza quasi quotidiana, la cui origine era stata fin da subito individuata come dolosa.
I primi incendi contestati al 36enne sono datati 16 settembre 2017: tre inneschi avevano provocato altrettanti roghi nelle località Petra Bianca, La Filetta (in corrispondenza della via Stella Polare) e Li Nalboni, nell’agro di Santa Teresa.L’attività investigativa nei confronti di Francesco Occhioni era partita proprio da lì. «Dai filmati delle telecamere di videosorveglianza privata di una villetta, in via Stella Polare, siamo risaliti alla sua auto – ha spiegato ieri Giancarlo Muntoni –: solo una macchina, risultata, poi, essere la sua, era passata in quella via alle 15.46. L’incendio era stato segnalato alle 15.52. Da quell’episodio sono scattate le indagini». Il 7 ottobre 2017 scoppiano cinque incendi in altrettanti punti diversi di Santa Teresa: in località Marazzino, La Multa, La Ficaccia e in due punti diversi della Valle dell’Erica. Gli altri roghi contestati all’arrestato sono concentrati nell’estate 2018. Il 18 luglio due inneschi pirici a distanza di 50 metri tra loro provocano un grande incendio nell’area boscata in località La Ficaccia lambendo il villaggio turistico della Marmorata e danneggiando le aree protette. Il 28 luglio, ancora roghi a Terra vecchia, LuNalboni e Monte Bandera. Il 10 agosto le fiamme divampano a Monte Ruju mettendo in pericolo il vicino camping Rena Majore.
Grave l’incendio scoppiato in via Romagna il 17 agosto a pochi passi da una quindicina di abitazioni nel centro urbano e a 300 metri dalla spiaggia di Rena Bianca. Un altro incendio doloso si registra il 24 agosto vicino a Porto Pozzo.
Il 2 settembre, infine, due incendi boschivi colpiscono le località La Marmorata e Lu Sambignu. (t.s.)
I primi incendi contestati al 36enne sono datati 16 settembre 2017: tre inneschi avevano provocato altrettanti roghi nelle località Petra Bianca, La Filetta (in corrispondenza della via Stella Polare) e Li Nalboni, nell’agro di Santa Teresa.L’attività investigativa nei confronti di Francesco Occhioni era partita proprio da lì. «Dai filmati delle telecamere di videosorveglianza privata di una villetta, in via Stella Polare, siamo risaliti alla sua auto – ha spiegato ieri Giancarlo Muntoni –: solo una macchina, risultata, poi, essere la sua, era passata in quella via alle 15.46. L’incendio era stato segnalato alle 15.52. Da quell’episodio sono scattate le indagini». Il 7 ottobre 2017 scoppiano cinque incendi in altrettanti punti diversi di Santa Teresa: in località Marazzino, La Multa, La Ficaccia e in due punti diversi della Valle dell’Erica. Gli altri roghi contestati all’arrestato sono concentrati nell’estate 2018. Il 18 luglio due inneschi pirici a distanza di 50 metri tra loro provocano un grande incendio nell’area boscata in località La Ficaccia lambendo il villaggio turistico della Marmorata e danneggiando le aree protette. Il 28 luglio, ancora roghi a Terra vecchia, LuNalboni e Monte Bandera. Il 10 agosto le fiamme divampano a Monte Ruju mettendo in pericolo il vicino camping Rena Majore.
Grave l’incendio scoppiato in via Romagna il 17 agosto a pochi passi da una quindicina di abitazioni nel centro urbano e a 300 metri dalla spiaggia di Rena Bianca. Un altro incendio doloso si registra il 24 agosto vicino a Porto Pozzo.
Il 2 settembre, infine, due incendi boschivi colpiscono le località La Marmorata e Lu Sambignu. (t.s.)
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