La Nuova Sardegna

Olbia

Cgil, uno sguardo al futuro «Crediamo nel lavoro 4.0»

di Paolo Ardovino
Cgil, uno sguardo al futuro «Crediamo nel lavoro 4.0»

Luisa Di Lorenzo, riconfermata segretaria, rilancia i grandi temi dello sviluppo «L’innovazione richiede professionalità adeguate, investiamo nella formazione»

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OLBIA. Nel segno della continuità. Il risultato del congresso territoriale di venerdì scorso, alla stazione marittima dell’Isola Bianca, dice che la Cgil Gallura va avanti ancora con Luisa Di Lorenzo, riconfermata segretaria generale. «Significa che i tre anni passati hanno prodotto qualcosa di buono e il gruppo dirigente ha deciso di affidarsi a me anche per i prossimi quattro anni».

E in effetti ci ha visto lungo il segretario generale, che aveva intitolato il IV congresso provinciale proprio "Gallura 2022". «L'intento – dice – era quello di tracciare un percorso da seguire, passando dalle criticità attuali e individuando le linee di sviluppo». Discorso futuristico anche quello legato al lavoro: «Crediamo nel 4.0, in Europa e nel mondo si va verso quella direzione e ci sembra opportuno parlarne a maggior ragione dopo aver dato un'occhiata al nostro territorio – spiega Luisa Di Lorenzo –. A Olbia abbiamo scoperto che sono già nove le start-up messe in piedi, è un dato positivo, si va verso l'innovazione. Certo come sindacato siamo preoccupati per il breve periodo: è un settore che richiede nuove professionalità ed è necessario investire molto sulla formazione per non rischiare una riduzione dell'occupazione, e poi alcuni lavori rischiano di rimanere tagliati fuori. Perciò cerchiamo di giocare in anticipo e in Gallura ci sono i presupposti per farlo bene».

Una strada, quella da qui al 2022, fatta di idee e proposte, ma tocca pure confrontarsi con quelli che sono i problemi attuali. In ordine di priorità, Luisa Di Lorenzo sceglie le tre parole chiave: «Infrastrutture, sanità, edilizia». E se di infrastrutture si parla, ci si focalizza sulla viabilità. «Serve una maggiore connessione. Non è possibile che due realtà importanti come Olbia e Tempio, con i loro territori, siano così vicine in linea d'aria e così lontane in fatto di tempi di percorrenza – lamenta la segretaria – in seguito alla chiusura al traffico del tratto di strada di Monte Pinu dopo l'alluvione del 2013, poi, i tempi si sono dilatati ancora di più. Per non parlare della nuova Olbia-Sassari a quattro corsie, che richiama anche interessi di tipo commerciale».

Il vero settore in crisi in Gallura, secondo la segretaria della Cgil, Di Lorenzo, è l'economia legata al sughero: «Se ripartisse ne gioverebbero territori come Tempio e Calangianus. Quest'ultimo in altri tempi era uno dei comuni più ricchi d’Italia, e la situazione adesso è letteralmente capovolta».

Diversi ospiti politici presenti al congresso di giovedì scorso, e di fazioni politiche diverse. Un buon punto di partenza: «Avevamo rappresentanti di partiti di destra e di sinistra e inoltre tutte e tre le sigle sindacali. Avere un territorio unito è un segnale forte. Non vanno trovate alleanze solo con chi condivide certe idee, ma con chi ha lo stesso obbiettivo, che poi in questo caso è il benessere dei galluresi». E non sarebbe male riunirsi nuovamente sotto una provincia, quella gallurese, riconosciuta ufficialmente. «Ma sia chiaro – chiosa il segretario Cgil –, non è importante la restituzione in sé della provincia come semplice contenitore. In quanto sindacato, puntiamo a riottenere tutta una serie di servizi ed è il nostro modo di interpretare l’autonomia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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