Lavoratori Air Italy, riparte la vertenza
Oggi i dipendenti della base olbiese scioperano contro i trasferimenti a Malpensa
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OLBIA. Con la giornata odierna di sciopero riprende vigore la vertenza Air Italy. L’astensione dal lavorio di tutti i dipendenti della base di Olbia è stata proclamata dalle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per protestare contro il trasferimento dei lavoratori addetti al centro operativo da Olbia a Milano Malpensa. Per le organizzazioni sindacali si tratta di un ulteriore indebolimento di Olbia e della Sardegna nei piani strategici della compagnia aerea ex Meridiana. Per Air Italy, invece, si tratta di un trasferimento in linea con le nuove stragie di business e che nulla toglie però al mantenimento della storica base olbiese.
Lo sciopero inizialmente era previsto per il 1° ottobre, proprio la data indicata per il trasferimento dei dipendenti, poi è stato rinviato su richiesta della commissione di garanzia nell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che ha fatto rilevare come per la data inizialmente indicata risultavano già precedentemente proclamati tre scioperi nel settore aereo. Lo spostamento della data ha sicuramente indobilito la protesta dei lavoratori, anche perché nel frattempo il numero dei lavoratori trasferiti è decisamente diminuito.
Nel frattempo la compagnia ha avviato un rinnovamento radicale del suo management. Praticamente, una rivoluzione. Ben quattro manager si sono dimessi, tra questi anche il direttore operativo Neil Mills, subito sostituito da un altro top manager, Rossen Dimitrov. Sostituito su due piedi l’intero staff del settore commerciale. Una situazione nuova e imprevedibile che ha fatto molto discutere e anche preoccupare gli osservatori. Si è avuta, infatti, la netta sensazione che Qatar Airways, cioè l’azionista forte (anche se non di maggioranza) della società stia prendendo il sopravvento sul gruppo ex Meridiana.
In questo scenario abbastanza incerto oggi la palla passa di nuovo ai lavoratori della base di Olbia che per tutta la giornata si fermeranno per protesta.
Lo sciopero inizialmente era previsto per il 1° ottobre, proprio la data indicata per il trasferimento dei dipendenti, poi è stato rinviato su richiesta della commissione di garanzia nell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali che ha fatto rilevare come per la data inizialmente indicata risultavano già precedentemente proclamati tre scioperi nel settore aereo. Lo spostamento della data ha sicuramente indobilito la protesta dei lavoratori, anche perché nel frattempo il numero dei lavoratori trasferiti è decisamente diminuito.
Nel frattempo la compagnia ha avviato un rinnovamento radicale del suo management. Praticamente, una rivoluzione. Ben quattro manager si sono dimessi, tra questi anche il direttore operativo Neil Mills, subito sostituito da un altro top manager, Rossen Dimitrov. Sostituito su due piedi l’intero staff del settore commerciale. Una situazione nuova e imprevedibile che ha fatto molto discutere e anche preoccupare gli osservatori. Si è avuta, infatti, la netta sensazione che Qatar Airways, cioè l’azionista forte (anche se non di maggioranza) della società stia prendendo il sopravvento sul gruppo ex Meridiana.
In questo scenario abbastanza incerto oggi la palla passa di nuovo ai lavoratori della base di Olbia che per tutta la giornata si fermeranno per protesta.
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