santa teresa
Spaccio di marijuana in bicicletta gli arrestati respingono le accuse
SANTA TERESA. Alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno reso dichiarazioni spontanee e risposto alle domande del gip, respingendo ogni accusa. I sei arrestati a Santa Teresa...
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SANTA TERESA. Alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri hanno reso dichiarazioni spontanee e risposto alle domande del gip, respingendo ogni accusa. I sei arrestati a Santa Teresa nell’ambito dell’operazione “Ricaricard” condotta dai carabinieri di Santa Teresa Gallura, in collaborazione con i colleghi di Olbia, Tempio e Porto Torres, i reparti del nucleo Cinofili di Abbasanta e i Cacciatori di Sardegna sono comparsi ieri mattina, uno ad uno, assistiti dai propri difensori, davanti al giudice delle indagini preliminari Andrea Pastori per l’interrogatorio di garanzia.
In quattro sono finiti in carcere a Nuchis e a Bancali: Augusto Pisani, di 57 anni; Iuri Usai di 49; Emiliano Parrinello di 44 e Pietro Spigno di 48 anni, mentre Fabio Catta di 49 anni e Giacomo Vincentelli, 48 anni sono agli arresti domiciliari. Tutti sono residenti a Santa Teresa. A vario titolo e in concorso tra loro devono rispondere dei reati di detenzione e vendita di sostanza stupefacente. Secondo l’accusa, i sei avevano messo in piedi un’ingegnosa rete dello spaccio di marijuana: gli ordini venivano fatti al telefono (piccole quantità richieste con un linguaggio criptico), la consegna avveniva in bicicletta durante il giorno e il pagamento doveva essere anticipato con carte telefoniche e ricariche su carte di debito. Iuri Usai difeso dall’avvocato Maurizio Mani, Fabio Catta difeso da Nino Vargiu e Giacomo Vincentelli assistito da Eleonora Bianco si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Pisani e Parrinello hanno reso dichiarazioni spontanee e Spigno ha risposto alle domande del gip. I tre, tutti difesi dall’avvocato Pierangelo Loddo, hanno respinto ogni addebito. Tutti i difensori hanno chiesto al gip la revoca o l’attenuazione della misura cautelare applicata ai loro assistiti. L’avvocato Nino Vargiu, nel formulare la richiesta, ha evidenziato che Catta aveva già patteggiato a luglio per gli stessi fatti. (t.s.)
In quattro sono finiti in carcere a Nuchis e a Bancali: Augusto Pisani, di 57 anni; Iuri Usai di 49; Emiliano Parrinello di 44 e Pietro Spigno di 48 anni, mentre Fabio Catta di 49 anni e Giacomo Vincentelli, 48 anni sono agli arresti domiciliari. Tutti sono residenti a Santa Teresa. A vario titolo e in concorso tra loro devono rispondere dei reati di detenzione e vendita di sostanza stupefacente. Secondo l’accusa, i sei avevano messo in piedi un’ingegnosa rete dello spaccio di marijuana: gli ordini venivano fatti al telefono (piccole quantità richieste con un linguaggio criptico), la consegna avveniva in bicicletta durante il giorno e il pagamento doveva essere anticipato con carte telefoniche e ricariche su carte di debito. Iuri Usai difeso dall’avvocato Maurizio Mani, Fabio Catta difeso da Nino Vargiu e Giacomo Vincentelli assistito da Eleonora Bianco si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Pisani e Parrinello hanno reso dichiarazioni spontanee e Spigno ha risposto alle domande del gip. I tre, tutti difesi dall’avvocato Pierangelo Loddo, hanno respinto ogni addebito. Tutti i difensori hanno chiesto al gip la revoca o l’attenuazione della misura cautelare applicata ai loro assistiti. L’avvocato Nino Vargiu, nel formulare la richiesta, ha evidenziato che Catta aveva già patteggiato a luglio per gli stessi fatti. (t.s.)
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