SANTA TERESA
Operazione Ricaricard carcere per 4 teresini obbligo di firma per 2
SANTA TERESA. Il gip del tribunale di Tempio, Andrea Pastori, ha confermato la misura cautelare in carcere per Augusti Pisani, Iuri Usai, Emiliano Parriello e Pietro Spigno, accusati di detenzione e...
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SANTA TERESA. Il gip del tribunale di Tempio, Andrea Pastori, ha confermato la misura cautelare in carcere per Augusti Pisani, Iuri Usai, Emiliano Parriello e Pietro Spigno, accusati di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti. Per Fabio Catta, difeso dell’avvocato Nino Vargiu e Giacomo Vincentelli, il giudice ha sostituito la misura dei domiciliari con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Per il gip «possono dirmi comunque attenuate le esigenze cautelari poiché per Catta è emerso che, per il più grave episodio di spaccio che lo vede protagonista è intervenuta una sentenza di patteggiamento in separato processo». Per Vincentelli, invece, «vengono considerate le condizioni cliniche evidenziate nella documentazione medica depositata dalla difesa le quali portano a ritenere eccessivamente afflittiva la misura degli arresti domiciliari».
Le sei persone, tutte teresine, erano finite in carcere con l’operazione “Ricaricard”. Secondo l’accusa, i sei avevano messo in piedi una ingegnosa rete dello spaccio di marijuana: gli ordini venivano fatti al telefono, la consegna, in piccole quantità, avveniva in bicicletta durante il giorno e il pagamento doveva essere anticipato con carte telefoniche e ricariche su carte di debito.
Le sei persone, tutte teresine, erano finite in carcere con l’operazione “Ricaricard”. Secondo l’accusa, i sei avevano messo in piedi una ingegnosa rete dello spaccio di marijuana: gli ordini venivano fatti al telefono, la consegna, in piccole quantità, avveniva in bicicletta durante il giorno e il pagamento doveva essere anticipato con carte telefoniche e ricariche su carte di debito.
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