La Nuova Sardegna

Olbia

Dal 1° novembre al via l’imposta di soggiorno

di Giandomenico Mele
Dal 1° novembre al via l’imposta di soggiorno

Il portale Airbnb, che ha stipulato l’accordo con il Comune, scrive agli associati La prenotazione degli affitti extralberghieri assicurerà il 5% alle casse comunali

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OLBIA. L’imposta di soggiorno sugli affitti brevi dei privati è ai nastri di partenza. Quella che si può rivelare una miniera d’oro per l’amministrazione comunale di Olbia, partirà dal prossimo primo novembre. Dopo l’accordo sottoscritto con l’amministrazione, Airbnb, il portale principe per l’intermediazione negli affitti brevi, vero asso pigliatutto in un’estate che ha visto numeri in crescita sul fronte degli arrivi dei turisti e flessione per quanto riguarda le prenotazioni nelle strutture alberghiere, ha cominciato a mandare una mail ai propri iscritti: comunica che inizierà a raccogliere e versare l’imposta di soggiorno amministrata dalla città di Olbia per tutte le prenotazioni effettuate a partire dall’1 novembre 2018. Gli ospiti vedranno una voce relativa alle tasse su una linea separata durante la prenotazioni.

Pagano gli ospiti. Un aspetto fondamentale della tassazione, utilizzando Airbnb come riscossore, riguarda il soggetto passivo: a pagare saranno, ovviamente, coloro che affitteranno un appartamento sulla piattaforma di prenotazione on line. Il versamento dell’imposta da Airbnb direttamente al Comune di Olbia avverrà attraverso la compilazione di un'unica dichiarazione fiscale per giurisdizione, con il totale delle imposte per tutte le prenotazioni combinate di Airbnb della zona. «Questo vuol dire che tutti gli host verranno considerati come un'unica entità pagante e che non forniremo le tue informazioni personali nella suddetta dichiarazione – sottolineano da Airbnb nella mail inviata agli “host” di Olbia _. Potremmo fornire i tuoi dati personali solo nei casi in cui ricevessimo una richiesta vincolante da un'autorità competente in forza alla legge applicabile, incluse le leggi sulla tutela dei dati e la nostra informativa sulla privacy».

Extralberghiero. Proprio sulle strutture extralberghiere, soprattutto seconde case, ma anche B&B, agriturismo, affittacamere, ha puntato il Comune di Olbia per riscuotere l’imposta di soggiorno. L’accordo con il portale garantisce una percentuale fissa del 5% sul valore della prenotazione, nella quale il cliente paga ad Airbnb il costo del pernottamento presso la struttura, comprensivo dell’imposta. Un sostituto d’imposta, quindi, che poi verserà la somma al Comune. Un incasso sicuro per le casse comunali. In questo modo i proprietari di case che affittano non dovranno più riscuotere questa tassa per le transazioni completate attraverso la piattaforma di Airbnb da ospiti che effettuano prenotazioni a partire dall’1 novembre 2018. In pratica, dati 100 euro per il costo della prenotazione, 5 euro andrebbero automaticamente nelle casse dell’amministrazione, versate da Airbnb. Chi prenotasse ora per date successive al primo novembre, non pagherebbe sulla piattaforma. Vale solo per chi prenoti dopo la data di partenza dell’accordo.

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