Droga e bici rubate, il 21enne non parla
Il gip di Tempio ha confermato il carcere per il romeno Marian Danut Mindrescu
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OLBIA. Bocca cucita. Marian Danut Mindrescu, 21 anni romeno, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip del tribunale di Tempio Cristina Arban che nella tarda mattinata di ieri lo ha interrogato nel carcere di Nuchis. Il giovane, assistito dall’avvocato Daniela Peru, ha scelto la via del silenzio: nessun nome di presunti complici o collaboratori, nessun elemento utile per gli inquirenti per il proseguo delle indagini. Al termine dell’udienza, il gip ha confermato per il 21enne la misura cautelare in carcere. Marian Danut Mindrescu resterà quindi in cella. Il giovane era stato arrestato nei giorni scorsi dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione illecita di armi, munizioni ed esplosivi.
Nella mansarda in uso al 21enne, in via Brigata Sassari, i militari hanno rinvenuto 42 biciclette di grande valore e tutte rubate nel corso dell’estate, circa 4 chili e mezzo di marijuana, alcuni grammi di cocaina, materiale per il confezionamento dello stupefacente, una pistola “scacciacani” modificata e senza tappo rosso, 49 proiettili, una bomba carta e altra refurtiva proveniente verosimilmente sia da furti a danno di privati su auto o nelle abitazioni, sia ai danni di esercizi commerciali. I carabinieri dovranno ricostruire ora la storia di ogni furto e risalire alle vittime per restituire la refurtiva, così come dovranno ricostruire la rete di coloro che di fatto rifornivano la mansarda del giovane romeno che con tutta probabilità non agiva da solo. (t.s.)
Nella mansarda in uso al 21enne, in via Brigata Sassari, i militari hanno rinvenuto 42 biciclette di grande valore e tutte rubate nel corso dell’estate, circa 4 chili e mezzo di marijuana, alcuni grammi di cocaina, materiale per il confezionamento dello stupefacente, una pistola “scacciacani” modificata e senza tappo rosso, 49 proiettili, una bomba carta e altra refurtiva proveniente verosimilmente sia da furti a danno di privati su auto o nelle abitazioni, sia ai danni di esercizi commerciali. I carabinieri dovranno ricostruire ora la storia di ogni furto e risalire alle vittime per restituire la refurtiva, così come dovranno ricostruire la rete di coloro che di fatto rifornivano la mansarda del giovane romeno che con tutta probabilità non agiva da solo. (t.s.)
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