la maddalena
Gli ex Saremar dicono sì a Onorato
I 53 marittimi licenziati cercano lavoro nel gruppo dell’armatore
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LA MADDALENA. Sono 53 gli ex marittimi Saremar che ad oggi non hanno un posto di lavoro. 13 erano andati in pensione forzata dopo il fallimento dell'ex flotta sarda. Riuniti da due anni in un comitato, rispondono all'invito del Gruppo Onorato: come proposto loro recentemente, invieranno i curricula agli uffici personale della holding con la speranza di trovare un'occupazione stabile. I marittimi in forza all'ex flotta sarda si sentono abbandonati dai sindacati e dal mondo politico.
«Dopo la fine della Saremar, con rammarico, abbiamo visto dissolversi la stabilizzazione dei posti di lavoro – dice il portavoce del comitato, Gaetano Selva -. Siamo stati abbandonati al nostro destino dalla giunta regionale. E abbiamo constatato solo i silenzi delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori invece di arroccarsi su posizioni alquanto irreali, minimizzando il numero dei disoccupati che erano più di quelli evidenziati un anno fa». Gli ex marittimi sottolineano che da tempo vivono una drammatica deriva sociale. «Auspichiamo che si concretizzi finalmente una stabile continuità lavorativa – dice il portavoce -. Da due anni e mezzo siamo precari, esclusi dal bando regionale sulla continuità territoriale del 2016. Da quando la giunta regionale, nel 2015, ha preso la decisione politica di non salvare la Saremar dal fallimento, promettendo garanzie occupazionali a tutti i lavoratori Saremar, possiamo affermare che tali propositi sono stati disattesi. In questo percorso di estrema precarietà, la disponibilità del Gruppo Onorato ci fa sentire meno dimenticati. Apprezziamo il suo impegno e invito a inviare i curricula. Di fatto – conclude – è l'unico armatore che in questi due anni e mezzo ha offerto, seppure in modo precario, opportunità di lavoro agli ex Saremar. Si è distinto dalle altre società che operano in Sardegna, isole minori comprese». (w.b.)
«Dopo la fine della Saremar, con rammarico, abbiamo visto dissolversi la stabilizzazione dei posti di lavoro – dice il portavoce del comitato, Gaetano Selva -. Siamo stati abbandonati al nostro destino dalla giunta regionale. E abbiamo constatato solo i silenzi delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che avrebbero dovuto tutelare i lavoratori invece di arroccarsi su posizioni alquanto irreali, minimizzando il numero dei disoccupati che erano più di quelli evidenziati un anno fa». Gli ex marittimi sottolineano che da tempo vivono una drammatica deriva sociale. «Auspichiamo che si concretizzi finalmente una stabile continuità lavorativa – dice il portavoce -. Da due anni e mezzo siamo precari, esclusi dal bando regionale sulla continuità territoriale del 2016. Da quando la giunta regionale, nel 2015, ha preso la decisione politica di non salvare la Saremar dal fallimento, promettendo garanzie occupazionali a tutti i lavoratori Saremar, possiamo affermare che tali propositi sono stati disattesi. In questo percorso di estrema precarietà, la disponibilità del Gruppo Onorato ci fa sentire meno dimenticati. Apprezziamo il suo impegno e invito a inviare i curricula. Di fatto – conclude – è l'unico armatore che in questi due anni e mezzo ha offerto, seppure in modo precario, opportunità di lavoro agli ex Saremar. Si è distinto dalle altre società che operano in Sardegna, isole minori comprese». (w.b.)
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