Violentata dallo zio. Il pm: 4 anni 4 mesi
di Tiziana Simula
Un 41enne olbiese accusato di aver abusato della nipote della sua convivente
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OLBIA. Le accuse nei suoi confronti sono pesantissime: molestie, violenza sessuale consumata, sequestro di persona, stalking e atti persecutori. La sua vittima, una ragazzina che all’epoca dei fatti era in piena adolescenza, aveva 14 anni, nipote della sua convivente. Una terribile storia di violenza, consumata in città tra il 2010 e il 2012, che ieri mattina è stata ripercorsa dal pubblico ministero nell’udienza preliminare davanti dal gup del tribunale di Tempio Cristina Arban dove si sta celebrando il processo con rito abbreviato nei confronti del 41enne di Olbia.
Nella sua requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto una condanna per l’uomo a 4 anni e 4 mesi. Il processo proseguirà il 20 dicembre con la discussione della parte civile – la presunta vittima della violenza e la sua famiglia sono assistiti dall’avvocato Attilio Chirico – e della difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Giampaolo Murrighile e Domenico Putzolu.
L’uomo è accusato di aver abusato della nipote che frequentava spesso per via della parentela con la sua convivente. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe cominciato ad abbordare l’adolescente con carezze insistenti, ammiccamenti e continue avance. Poi, la violenza sessuale. Dopo quell’episodio, la ragazzina aveva raccontato tutto alla famiglia ed era stata presentata la denuncia. Scattate le indagini, era stata sentita in forma protetta in sede di incidente probatorio e in quell’occasione aveva raccontato delle molestie subite dallo zio. Un racconto definito, però, a basso grado di attendibilità da parte del consulente (un neuropsichiatra), nominato dal gip. Anche il consulente di parte nominato dalla difesa aveva concluso con le stesse considerazioni del consulente del tribunale. I difensori dell’imputato hanno sempre contestato l’impianto accusatorio, respingendo ogni addebito e sostenendo l’estraneità del proprio assistito dai fatti contestati.
Nella sua requisitoria, il pubblico ministero ha chiesto una condanna per l’uomo a 4 anni e 4 mesi. Il processo proseguirà il 20 dicembre con la discussione della parte civile – la presunta vittima della violenza e la sua famiglia sono assistiti dall’avvocato Attilio Chirico – e della difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Giampaolo Murrighile e Domenico Putzolu.
L’uomo è accusato di aver abusato della nipote che frequentava spesso per via della parentela con la sua convivente. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe cominciato ad abbordare l’adolescente con carezze insistenti, ammiccamenti e continue avance. Poi, la violenza sessuale. Dopo quell’episodio, la ragazzina aveva raccontato tutto alla famiglia ed era stata presentata la denuncia. Scattate le indagini, era stata sentita in forma protetta in sede di incidente probatorio e in quell’occasione aveva raccontato delle molestie subite dallo zio. Un racconto definito, però, a basso grado di attendibilità da parte del consulente (un neuropsichiatra), nominato dal gip. Anche il consulente di parte nominato dalla difesa aveva concluso con le stesse considerazioni del consulente del tribunale. I difensori dell’imputato hanno sempre contestato l’impianto accusatorio, respingendo ogni addebito e sostenendo l’estraneità del proprio assistito dai fatti contestati.
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