La Nuova Sardegna

Olbia

Wwf sotto accusa: «Sfregiata la sede di Santa Teresa»

di Walkiria Baldinelli
Wwf sotto accusa: «Sfregiata la sede di Santa Teresa»

Il gruppo ambientalista contesta la ristrutturazione dell’edificio a opera della dirigenza romana

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SANTA TERESA. Cemento al posto di vecchi mattoni in stile antico. Il pavimento grigio che si intravede dalla recinzione del cantiere aperto dal Wwf nazionale nell'ex sede storica della Gallura ha scatenato le ire dei teresini. Perché il cortile e la casa nel cuore del paese sono considerati luoghi storici e identitari. Realizzati agli inizi del secolo scorso, dal 1989 sino a cinque anni fa, hanno ospitato la sede gallurese dell'associazione ambientalista. Sulla facciata verde, all'ingresso, ancora oggi campeggia il panda gigante, emblema del Fondo mondiale per la natura. Ora il cemento ha cancellato memorie storiche: l'antico pozzo, al centro del cortile. Il forno, tegole e mattoni sono ammassati fuori dall'edificio. Un vascone in cui nuotavano alcune specie di pesci. Non esistono più nemmeno le aiuole in granito, alberi, piante, compresa la rosa di centu pici (la rosa dai cento petali) tanto cara ad Andrea Quiliquini. Il proprietario delle mura e della struttura, scomparso qualche anno fa, aveva donato il suo patrimonio più caro al Wwf Italia. Ambientalista convinto, insieme alla moglie Paola Buioni, è stato il responsabile del Wwf Gallura. Ed è in questi luoghi che per lustri ha raccontato la sua Santa Teresa, con viaggi nella memoria, poesie e sogni ecologisti diventati poi realtà.

Con una petizione indirizzata al Wwf Italia e alla presidente Donatella Bianchi, allo storico socio fondatore Fulco Pratesi (cittadino onorario di Santa Teresa) e al direttore Oasi Wwf, Antonio Canu, ex volontari e cittadini chiedono di non cancellare l'ex sede. Vittoria Nicoli è la prima firmataria della lunga lettera, il tam tam nei social conta già 200 sottoscrizioni. «L'intenzione di Andrea e di tutti noi era quella di salvaguardare uno spazio unico: una vecchia casa di suo nonno con cortile minacciata nel 1974 dalle intenzioni comunali di farne un parcheggio, cioè una bella colata di petrolio o cemento – è scritto nel documento -. Nel 1989 Andrea donò lo spazio al Wwf Italia con grande amore. La sede storica ha un'importanza innegabile: una delle ultime corti all'antica rimasta in paese, con un pozzo funzionante». È stata la culla di mille battaglie, da quella contro il passaggio delle petroliere nelle Bocche a quella contro il nucleare. «Qui è nata l'idea dell'Area marina protetta – sottolineano -. Qui sono state organizzate decine di giornate ecologiche, raccolte di fondi per le emergenze del territorio. Qui c'era una vera e propria oasi verde con piante che raccontavano la storia della famiglia di Andrea e quindi della nascita di Lungoni». Incalzano infine: «Ora il Wwf Italia “nuovo tutore” della sede, dice che presto quello spazio, grazie ai contributi della Fondazione Banco di Sardegna, tornerà a vivere. Poiché la memoria è qualcosa di eterno, chiediamo l'immediata ricostruzione del giardino, non potremo mai considerare uno spazio cementificato luogo di azione ecologista. Se per il Wwf Italia è troppo dispendioso prendersi cura della sede storica teresina la restituisca a chi l'ha sempre amata e vissuta».

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