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Olbia

Lavori nella sede storica del Wwf reagisce anche il mondo politico

di Walkiria Baldinelli
Lavori nella sede storica del Wwf reagisce anche il mondo politico

Santa Teresa, sempre acceso il dibattito sulla ristrutturazione dell’edificio antico donato da Quiliquini Antona: «Sottovalutati i valori preziosi di quel pezzo di terra». Usai: «Va rispettato il valore identitario»

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SANTA TERESA. Non solo i cittadini con una petizione: anche il mondo politico accende i riflettori sulla ristrutturazione della storica sede del Wwf Gallura. «È un vero peccato che un nobile intento come quello che il Wwf Italia si propone con la creazione di un centro per l'ambiente, sia andato a scontrarsi col senso dell'identità del paese - dichiara la capogruppo di minoranza consiliare “A cara a ventu”, Angela Antona -. Ne sono responsabili l'inconsapevolezza da parte di alcuni e la sottovalutazione da parte di altri, ivi compresa quella di chi ha esaminato la proposta progettuale e date tutte le autorizzazioni. Si è sottovalutato quanti valori preziosi fossero rappresentati in quel francobollo di terra: materiali, ultimo esempio di una “colti lungunesa" con pozzo, forno, piante, eccetera, ma soprattutto immateriali, legati alla memoria dei luoghi. Valori in parte sconosciuti a chi non è del paese, ma che, se adeguatamente evidenziati anche dai soli progettisti, sono certa sarebbero stati accolti dai committenti visto l'intento condiviso di onorare la figura di Andrea Quiliquini che del Wwf aveva interamente abbracciato lo spirito, ma del paese la storia e l'identità intera».

Con una petizione sottoscritta da 400 persone, un gruppo di ex soci e volontari del Wwf Gallura contesta al Wwf nazionale la ristrutturazione della storica sede che costeggia il viale di ingresso del centro urbano di Santa Teresa. Chiedono l'eliminazione del pavimento in cemento nel cortile e la ricostruzione di giardino, pozzo e forno. La struttura dismessa 5 anni fa, era stata donata al Wwf Italia dal proprietario dell'immobile, Andrea Quiliquini. È alla sua figura di storico ecologista e al ruolo di responsabile della sede gallurese che il Wwf nazionale intende intitolare la nuova sede dell'associazione ambientalista, in fase di restauro e messa in sicurezza che in paese da alcuni giorni continua a sollevare una serie di polemiche. Anche nel mondo dei social. «Un buon intervento di restauro di quanto è rimasto delle strutture storiche. La ricostituzione, almeno parziale, delle caratteristiche del luogo – conclude la Antona -, spero possano ridare dignità alla memoria e abbassare i toni del contrasto».

Sulla ristrutturazione della vecchia sede del Wwf Gallura interviene anche il responsabile territoriale di “Unidos”, Gianni Usai. «L'indimenticabile Andrea Quiliquini nel 1989 ha donato al Wwf Italia uno degli edifici più antichi del paese – dice -. Ha dedicato a quel fazzoletto di terra la sua passione di agronomo, sperimentando spesso la riproduzione di specie della flora locale. Ha fatto di quel luogo, un'oasi dell'identità e della memoria di Santa Teresa. Ora il Wwf nazionale ha sì restaurato e messo in sicurezza un'area che necessitava di interventi, ma avrebbe dovuto continuare a valorizzare lo studio delle colture spontanee locali non cementificando il pavimento, soffocando un pozzo e eliminando un forno. Sì alla conservazione e alla valorizzazione di un luogo storico, che pur appartenendo al Wwf Italia rimane patrimonio della comunità. E come tale va rispettato per il valore identitario che rappresenta. Unidos, vigilerà sull'opera di ricostruzione, affinché vengano rispettate le volontà di Quiliquini».

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