Pochi fondi per aiuti alle imprese artigiane «Vanno rifinanziati»
Il presidente di Confartigianato Gallura alla Regione «Gli incentivi spingono la crescita, ancora troppi ostacoli»
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OLBIA. Gli incentivi regionali aiutano la crescita delle imprese artigiane galluresi. Ma la disponibilità finanziaria non è sufficiente. Negli ultimi anni le richieste sono state decisamente superiori alle possibilità di accesso. Da qui la richiesta alla Regione che passa attraverso la Confartigianato. «Chiediamo che quei settori indicati come prioritari dalla Giunta – sottolinea Giacomo Meloni , presidente di Confartigianato Gallura – , ovvero il manifatturiero, i servizi, il turismo comprensivi di ricettività e di ristorazione, l'agroalimentare e la nautica, possano essere messi concretamente nelle condizioni di fruire di questo tipo di supporto. Solo così il nostro territorio potrà nuovamente risorgere, creando economia, lavoro e condizioni sociali adeguati a un territorio che può ancora dare tanto alla Sardegna».
Che la crescita delle imprese del Nordest passi per questa strada lo dice la radiografia delle attività produttive. Lo dicono le centinaia di realtà produttive della Gallura che, negli ultimi 3 anni, hanno “preso d’assalto” i bandi regionali e territoriali pubblicati dalla Regione, ma, queste le obiezioni degli operatori rappresentate attraverso l’organizzazione artigiana, ottenendo una risposta non soddisfacente né in termini di tempi di istruttoria né di istanze finanziate. «Ogni giorno incontriamo aziende che vorrebbero crescere e investire, attraverso questi importanti strumenti – commenta Giacomo Meloni – ma non possono perché i fondi sono esauriti, i bandi sono chiusi o sono comunque troppo complessi da affrontare». Per il presidente Meloni da ciò scaturisce l’equazione: le attività produttive hanno creduto in questa azione, ma le loro necessità econonomico-finanziarie sono state sottovalutate.
Secondo l’associazione degli artigiani galluresi, lo scorrimento delle graduatorie di tutti i bandi, regionali e territoriali, per i quali siano state stanziate risorse che poi si sono dimostrate insufficienti rispetto alle richieste avanzate, non creerebbe alcuna discriminazione tra le imprese, visto che tutte le pratiche in regola potrebbero ricevere il finanziamento. Questo consentirebbe agli operatori economici di mettere in campo un’importante leva di investimenti e di migliorare le condizioni economiche generali di tutta l’isola, non solo della Gallura.
Convinzione c’è anche sul fronte delle procedure per i nuovi accessi. Far scorrere le graduatorie dei bandi nei quali molte imprese non sono state finanziate per esaurimento delle risorse stanziate, «sarebbe un segnale vero di vicinanza e attenzione al sistema economico e produttivo».
Inoltre, osserva ancora Meloni, «sono tante le realtà produttive che, a prescindere dal contributo pubblico hanno provveduto, con risorse proprie, a portare avanti gli investimenti nonostante non abbiano avuto risposta positiva. Queste, secondo noi, andrebbero premiate per le loro capacità e la voglia di crescere».
Per Confartigianato Gallura i veri problemi che affossano la bontà dei bandi regionali rimangono sempre la burocrazia e i tempi di erogazione dei contributi. Secondo un calcolo approssimato realizzato dall’Associazione artigiana, solo il 35% delle domande riesce a concludere indenne il percorso per entrare nella graduatoria finale per accedere al contributo. (gpm)
Che la crescita delle imprese del Nordest passi per questa strada lo dice la radiografia delle attività produttive. Lo dicono le centinaia di realtà produttive della Gallura che, negli ultimi 3 anni, hanno “preso d’assalto” i bandi regionali e territoriali pubblicati dalla Regione, ma, queste le obiezioni degli operatori rappresentate attraverso l’organizzazione artigiana, ottenendo una risposta non soddisfacente né in termini di tempi di istruttoria né di istanze finanziate. «Ogni giorno incontriamo aziende che vorrebbero crescere e investire, attraverso questi importanti strumenti – commenta Giacomo Meloni – ma non possono perché i fondi sono esauriti, i bandi sono chiusi o sono comunque troppo complessi da affrontare». Per il presidente Meloni da ciò scaturisce l’equazione: le attività produttive hanno creduto in questa azione, ma le loro necessità econonomico-finanziarie sono state sottovalutate.
Secondo l’associazione degli artigiani galluresi, lo scorrimento delle graduatorie di tutti i bandi, regionali e territoriali, per i quali siano state stanziate risorse che poi si sono dimostrate insufficienti rispetto alle richieste avanzate, non creerebbe alcuna discriminazione tra le imprese, visto che tutte le pratiche in regola potrebbero ricevere il finanziamento. Questo consentirebbe agli operatori economici di mettere in campo un’importante leva di investimenti e di migliorare le condizioni economiche generali di tutta l’isola, non solo della Gallura.
Convinzione c’è anche sul fronte delle procedure per i nuovi accessi. Far scorrere le graduatorie dei bandi nei quali molte imprese non sono state finanziate per esaurimento delle risorse stanziate, «sarebbe un segnale vero di vicinanza e attenzione al sistema economico e produttivo».
Inoltre, osserva ancora Meloni, «sono tante le realtà produttive che, a prescindere dal contributo pubblico hanno provveduto, con risorse proprie, a portare avanti gli investimenti nonostante non abbiano avuto risposta positiva. Queste, secondo noi, andrebbero premiate per le loro capacità e la voglia di crescere».
Per Confartigianato Gallura i veri problemi che affossano la bontà dei bandi regionali rimangono sempre la burocrazia e i tempi di erogazione dei contributi. Secondo un calcolo approssimato realizzato dall’Associazione artigiana, solo il 35% delle domande riesce a concludere indenne il percorso per entrare nella graduatoria finale per accedere al contributo. (gpm)
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